Animali e Malattie

Ogni problema di salute e ogni “problema comportamentale” che i nostri animali possono presentare è collegato a varie cause e motivazioni. (Metto tra virgolette la parola problema comportamentale perchè si tratta di un ossimoro tipo “ghiaccio infuocato”: un problema è qualcosa che si presenta errato rispetto ad una situazione ideale, un comportamento è un’azione, una propulsione, una reazione, un movimento. Ogni comportamento nasce, consciamente e inconsciamente, dalla valutazione effettuata da un individuo che, per attuarlo, avrà messo insieme componenti biologiche, evolutive e psicologiche. Si può al limite parlare di comportamento funzionale o non funzionale rispetto all’obiettivo che si vuol raggiungere o alla valutazione della situazione. Non ci sono situazioni ideali a cui paragonarsi, come nel caso di un problema matematico. Ma di questo magari ne parleremo in un altro articolo.)

Il denominatore comune di salute e malattia sta in ciò che a livello mentale-emotivo, psicoemotivo, si è accumulato e che quindi il corpo manifesta. Numerose discipline, scientificamente provate, illustrano come i sintomi manifestati dal nostro corpo siano connessi alle emozioni, classificate per tipologia ed intensità, che proviamo.

Ciò vale ancora di più per gli animali. Spesso i loro disagi, sintomi e malattie sono il risultato di ciò che l’animale vive nelle relazioni e nell’ambiente circostante, sia perché essi  hanno meno possibilità di scelta circa il luogo, i ritmi di vita, le attività quotidiane, la gestione delle proprie relazioni, sia perché non possono fare a meno di collegarsi mentalmente ed emotivamente con ciò che li circonda.

Per spiegare come ciò avviene occorre conoscere due concetti:

– il concetto di “malattia” nell’accezione della Nuova Medicina Germanica del Dr Hamer: la malattia è la manifestazione fisica di un trauma emotivo. Nello specifico “la malattia è la risposta appropriata del cervello ad un trauma esterno e fa parte di un programma di sopravvivenza della specie” (Cit. “La medicina sottosopra” G. Mambretti e J.Séraphin). Il cervello, che gestisce il corpo, mette in azione un programma biologico di sopravvivenza che affronta quel trauma per eliminarlo. L’intensità del trauma emotivo subito  determinerà la gravità della malattia e il tipo di emozione provata determinerà la localizzazione della patologia nel corpo. Hamer identifica una fase attiva, post evento traumatico, e una fase di risoluzione, in cui il corpo manifesta i meccanismi riparatori dell’evento traumatico (sintomi e malattia). In particolare la malattia è causata da eventi traumatici che non vengono condivisi, che vengono rimuginati e questa è una condizione più probabile negli animali in quanto non possono direttamente condividere i loro pensieri e la loro comunicazione con una specie diversa che spesso non capisce in modo adeguato il loro linguaggio.

– il concetto di rispecchiamento: soggetti che intrecciano relazioni possono mostrarci con comportamenti di vario tipo, l’effetto e le conseguenze di nostri comportamenti, pensieri, azioni. Gli animali lo fanno coscientemente e lo fanno come un dono, un modo per mostrarci come trattiamo noi stessi e chi ci circonda.

Ecco che gli animali possono vivere dei traumi emotivi personali oppure assorbire i nostri disequilibri, quelli di cui non ci rendiamo il più delle volte neanche conto. Così, presentano una fase attiva in cui tengono dentro e rimuginano un malessere, un disagio, e che si trasforma in fase risolutiva nel momento in cui, con comportamenti, sintomi o malattie, fanno uscire quel disagio o malessere. Purtroppo, spesso per mancanza di comunicazione e conoscenze etologiche adeguate, tali disagi vengono affrontati non come un messaggio ma come un problema da risolvere, da sterminare. Così sottoponiamo i nostri animali a educazione condizionante, esercizi performativi, terapie mediche d’urto, nella buona volontà e con l’intenzione di farli stare meglio. Soffriamo per tali situazioni e ancor più ne risentiamo quando non viene trovata soluzione.

Tale soluzione però può essere molto più semplice da trovare e a portata di mano di quanto si possa pensare: saper decifrare i messaggi del corpo, saper individuare dei rispecchiamenti tra individui affettivamente legati può portare alla luce quelle informazioni, quei messaggi, a cui dando la giusta attenzione seguirà una risoluzione della malattia, una scomparsa della manifestazione di disagio.

Se il messaggio dell’animale, la malattia o il comportamento manifestato, è rivolto e legato ad un nostro disequilibrio, ad un nostro schema di comportamento, a nostri pensieri, a nostre credenze, potrà essere un’ottima occasione per crescere e migliorare, affrontando parti di noi che comunque esistono. E’ il dono che gli animali ci fanno, con le loro stesse vite.

“E’ più facile ricevere lezioni dall’amore” (Cit. M. Williams”) e i  nostri animali vogliono metterci nelle condizioni di amare noi stessi così come loro ci amano, incondizionatamente, e di vivere al meglio.

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