La morte dei nostri compagni animali

dimenticare

 

Questo post vuol essere uno SPAZIO APERTO in cui semplicemente condividere storie, emozioni, ricordi, sensazioni, momenti che sembrano, e sono, insuperabili. I momenti in cui un compagno animale lascia questa vita, lascia il suo posto accanto a noi.

In tali momenti si apre un varco, un baratro, nel nostro animo, che resterà lì per sempre. Perché ciascun essere è unico e ognuno lascia una traccia indelebile, incancellabile. Con cui impareremo, sì, forse, a convivere, col tempo, ma si farà comunque sentire.

Cosa ci resta, oltre ai ricordi? La possibilità di condividere, la consapevolezza che quel dolore che sentiamo, è lo stesso che abita in altri cuori.

La morte nella nostra società è un tabù, parlarne fa paura, accettarla sembra impossibile, il dolore che ne deriva sembra dover essere scacciato alla svelta a favore di una dissimulata spensieratezza. Perché nell’atteggiamento comune se vedo qualcuno star male per la scomparsa di un essere a lui caro lo rifuggo, sia mai che saltino fuori ricordi spiacevoli o che debba pensare anche solo per un momento che, in questa vita, l’appuntamento con la morte è per tutti.  Il lutto nei confronti di un animale poi è spesso mal visto e mal tollerato, frasi del tipo “era solo un animale” abbondano, sebbene per convenzione ci si dichiari “solidali al tuo dolore”.

Il concetto di morte non è facile da spiegare, oltre che da accettare. Ne è esempio il fatto che ai bambini spesso si raccontano storie immaginarie sul perché qualcuno è scomparso. “E’ volato in cielo”, “se n’è andato”, “ha traslocato” … e le sensazione di abbandono si aggiunge al dolore della perdita.

Chi ama e ha amato un altro essere, umano e/o animale, sa. Conosce il vuoto, il dolore fisico della mancanza del contatto così intimo e familiare con quella pelle, quella voce, quel pelo, quel muso.

Apro quindi questo SPAZIO, perché se è vero che niente e nessuno può eliminare il dolore, condividere ci sostiene e ci solleva, non siamo soli, non siamo isolati. Ricordare, raccontare, è far rivivere quella situazione, quell’essere. Ricordare è tenere unito.

Della morte non si parla? E noi ne parliamo! L’operatrice olistica Paola Bock e il veterinario Stefano Cattinelli tengono anche dei bellissimi eventi sul lutto e l’accompagnamento empatico alla morte.

Nello spazio commenti spero avrete voglia di raccontare e condividere, per ricordare, tenere unito e dare luce alla memoria, le storie di compagni animali che ci sono vissuti accanto. Saremo così in molti a conoscere e ricordare.

In ultimo allego il link di un video creato per raccontare la morte ai bambini (e agli adulti), in modo scanzonato e scherzoso, una verità scomoda che, per pochi minuti, diviene una storia un po’ meno triste.

La morte raccontata ai bambini (e agli adulti) di Lorenzo Baglioni

 

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