Perché si è associata la parola specchio alla relazione?

Lo specchio è un oggetto (quindi, a differenza del soggetto, possiede caratteristiche identiche, stabili e definite) che rimanda, riflette,  l’immagine di colui che lo impugna, che lo guarda, che ci sta di fronte. Lo specchio serve per vedere, osservare, l’immagine di se stessi; sebbene possiamo guardare le parti del corpo che abbiamo, non possediamo la capacità di auto-osservarci in tutta la nostra interezza. Lo specchio permette di vedersi, in totalità.

Ciò che segue all’utilizzo dello specchio e a ciò che vediamo, è un’interpretazione e/o un giudizio. Ciò che osserviamo ci piace/non ci piace, è bello/è brutto, è da modificare, da migliorare, da ignorare, ecc ecc. Lo specchio continua, imperturbabile, a eseguire la sua funzione. E’ la nostra percezione di ciò che vediamo che attiva sensazioni, emozioni e pensieri. Che attiva un movimento.

E nella relazione?

Nella relazione, è un altro individuo a eseguire, inconsapevolmente e involontariamente, la stessa funzione. Ciò che da noi esce sottoforma di:

  • comunicazione corporea
  • comunicazione vocale
  • comunicazione verbale
  • immagine
  • postura
  • azione
  • movimento
  • intenzione
  • emozione
  • e potremmo continuare oltre

diventa per l’altro una fonte, una genesi, di percezione che innesca un conseguente ed ulteriore:

  • comunicazione corporea
  • comunicazione vocale
  • comunicazione verbale
  • immagine
  • postura
  • azione
  • movimento
  • intenzione
  • emozione
  • e potremmo continuare oltre

Ovviamente ognuna di queste componenti non è singola né isolata dalle altre, la percezione che ci arriva stimola numerose informazioni già presenti in noi o ne crea di nuove e attiva risposte di vario tipo. Le ho messe in elenco per definire bene quante siano, e quanto diverse, le stimolazioni che si sovrappongono e si coordinano per creare quella che è una sola risposta: in parole, movimento, comportamento, scelta.

Ognuno di noi vive a contatto con altri individui

Ognuno di noi ha dei bisogni da soddisfare, sia vitali ed essenziali, sia associati ad una propria realizzazione, anch’essa fondamentale. Ognuno di noi porta in sé informazioni racchiuse in emozione, pensiero, sensazione e molto altro, derivanti dalla storia personale. La modalità con cui i bisogni di incontrano, si soddisfano, si armonizzano, oppure si scontrano e si creano difficoltà a vicenda, e la modalità con cui le informazioni individuali si intrecciano, crea la relazione. In miliardi di sfumature.

In mezzo a questo ci sono tutta una serie di accadimenti energetici che, sebbene invisibili, esercitano una grossa influenza. Ogni vivente è energia, possiede energia, che si scambia e si influenza con il tutto. La fisica quantistica e le neuroscienze ormai lo insegnano in più modalità.

Il segreto della Relazione Specchio®

Ecco quindi il segreto dello specchio: ogni individuo con cui interagiamo attiva in noi pensieri, emozioni e comportamenti che corrispondono a parti di noi. Se le conosciamo, se sono parti che accettiamo, con cui abbiamo confidenza e di cui siamo consapevoli, troveremo per esse una soluzione o una spiegazione, funzionale o disfunzionale che sia. Nel caso in cui quelle parti ci siano sconosciute troveremo in ciò che vediamo qualcosa di “sbagliato”, “negativo”, “inaccettabile”. Si tratta di meccanismi perfettamente naturali per l’essere umano e di cui occorre solo prendere conoscenza.

Il nostro corpo, la nostra memoria, racchiudono tante informazioni, tuttavia non tutte le “conosciamo” a livello cosciente ovvero non tutte quelle informazioni sono disponibili per il dialogo mentale, per essere ragionate col pensiero.

Ogni essere vivente è una parte esterna di noi, quella parte che in noi si attiva come emozione, pensiero, sensazione.

Per conoscere l’altro, e se stessi, si può fare esperienza imparando ad osservare lo specchio che ci lega.

Con gli animali è più facile

Poiché essi sono sempre se stessi e ci mostrano esattamente ciò che sentono. Si tratta di uscire dai paradigmi classici dell’insegnare partendo dal presupposto che siamo mancanti e abbiamo qualcosa da imparare. Si tratta di permettersi di osservare e accogliere tutto ciò che in noi esiste ed è perfetto così com’è. Magari possono non piacermi alcuni aspetti di me e ciò accade perché ci paragoniamo a quelli che per noi sono dei “modelli” a cui vorremmo assomigliare. Ma ciascuno di noi è unico e tutto ciò che ci appartiene è perfetto così com’è, nella naturale espressione di “io sono questo”. Occorre solo creare i migliori compromessi possibili per vivere insieme, tra le tante personalità e modalità di essere, nel pieno rispetto di ogni individualità.

Gli animali hanno una grandissima percezione di tutto ciò, per l’animale è naturale armonizzarsi, accordarsi, esprimere le proprie caratteristiche. E rispondere alle nostre, anche se noi non sappiamo comprendere ciò che ci mostrano. E quando noi, inconsapevoli di tutto ciò, cerchiamo di cambiarli, correggerli, farli essere come vorremmo noi, obbligarli a rispondere alle nostre aspettative, ecco che gli animali mostrano comportamenti disfunzionali e/o si ammalano.

Il segreto delle relazioni felici, gratificanti, positive, è proprio questo: accogliere le proprie caratteristiche, potenziando le migliori se vogliamo, e permetterci di essere chi siamo, poiché nessuno piò andare lontano da se stesso. La vita ci ha dato una meravigliosa unicità, scopriamola e viviamola. Porteremo anche la relazione con i nostri compagni animali ad uno scambio autentico e benefico incredibile.

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