Approccio Animacentrico

io&Marley auto

                 Approccio animacentrico: Sistema Quadrifoglio e Relazione Specchio,                   dove sono l’anima e la libertà ad essere protagoniste

Amo gli animali, mi affascina la complessità dell’essere umano, ho seguito diversi percorsi di formazione come professionista e percorsi di crescita come persona. Da qualche anno l’approccio per cui gli animali devono piegarsi alle richieste umane, alle necessità umane, mi va stretto. Osservo da anni anche le persone e mi chiedo perché dobbiamo vivere secondo condizionamenti sociali che ci snaturano tantissimo. Mi chiedo sempre “chi è” quell’individuo, unico e particolare, che mi trovo di fronte, e cosa fare per vivere meglio, tutti quanti. Mi rammarico quando vedo chi vive nel disagio e nel malessere e non sa da dove cominciare per ritrovare pace. Mi chiedo anche “chi sono io, per dire ad altri cosa fare?”. Ho vissuto l’ambiente ospedaliero, l’ambiente scolastico, ho provato il mondo dell’educazione cinofila e mi sono approcciata anche al metodo di equitazione naturale Parelli. Ho imparato molto, non in ultimo che siamo tutti sullo stesso piano e possiamo solo sostenerci nell’espressione di chi siamo e nel vivere nel miglior benessere possibile.

Gli animali vivono con noi, ma non chiedono di vivere secondo le nostre regole, non desiderano essere come noi. Non vogliono che siamo noi a interpretare e decidere cosa comunicano, come si sentono, come devono comportarsi. Gli animali, esattamente come gli esseri umani, vogliono sentirsi sicuri di sopravvivere, di essere accettati e amati, desiderano poter esprimere la loro unicità. Non dico senza nessun vincolo di sorta, ma che i vincoli siano quelli dell’intreccio tra individui, che si chiamano rispetto e accettazione dell’altro.

Negli ultimi anni ho anche conosciuto molte persone che sono stufe di sentirsi dire cosa devono fare col loro animale, nella loro vita, con le loro emozioni, che non ne possono più di sentirsi dire come devono comportarsi. Ci sono persone che dicono “Basta!” al doversi in qualche modo allontanare da ciò che gli verrebbe naturale fare che, efficace o inefficace che sia, è affine al loro modo di essere e di porsi.

Può veramente esistere chi decide cosa è giusto o sbagliato?

Può veramente essere accettabile chi ci insegna a “essere”?

Non mi riferisco alla diffusione dell’informazione etologica o alla cultura scientifica, esse costituiscono sempre fonte di arricchimento. Mi riferisco, senza nessuna volontà di critica, a scuole di pensiero, comportamento, educazione, di tutti i tipi. Continuando a pormi la domanda “può davvero esistere chi stabilisce cosa è giusto fare o non fare nella relazione, essendo ogni individuo unico e particolare per un milione e più di motivi?”

E’ quindi arrivato, per me, il momento di andare oltre. E voglio farlo aprendo la porta a chi si pone i miei stessi interrogativi e a chi possa aver voglia di camminare e crescere alla pari. Nello scambio di relazione, informazione, emozione. Per farlo ho pensato ad un sistema di teoria e pratica che include conoscenze utili alla creazione della famosa “consapevolezza”.

“La consapevolezza è una condizione in cui la cognizione di qualcosa si fa interiore, profonda, perfettamente armonizzata col resto della persona, in un uno coerente. È quel tipo di sapere che dà forma all’etica, alla condotta di vita, alla disciplina, rendendole autentiche. La consapevolezza non si può inculcare: non è un dato o una nozione. È la costruzione originale del proprio modo di rapportarsi col mondo, in quanto sapere identitario, davvero capace di elevare una persona al di sopra dell’ignoranza e della piana informazione. È il caso della consapevolezza del rischio, che non frena ma rende accorti; della consapevolezza delle proprie capacità, che orienta ed entusiasma; della consapevolezza del dolore, che rende compassionevoli e gentili; della consapevolezza di essere amati, che rende invulnerabili.”
(Fonte https://unaparolaalgiorno.it/significato/C/consapevolezza)

Il mio Sistema Quadrifoglio è un sistema di conoscenza a fini evolutivi, di crescita individuale e sociale, per essere umano e animale. Sistema Quadrifoglio è la cornice di rivestimento, la pratica, la tecnica in atto, della Relazione Specchio, quel fenomeno di scambio su più livelli che avviene tra individui. Parlo di sistema perché sono in esso contenute informazioni di diverse materie. Il fine è quello di creare una comunicazione efficace con se stessi e con l’altro.

Relazione Specchio è la teoria, per capire:

– come “funziona” il sistema neurofisiologico degli animali, soprattutto quelli sociali (essere umano incluso ovviamente), come si formano pensieri e schemi mentali, come nascono le emozioni e quale impatto hanno sulla fisiologia

– come influiscono le caratteristiche di tale sistema sull’agire quotidiano, come riconoscere i propri talenti e i punti da migliorare, in base alla propria personalità e la storia individuale, impostando quindi in autonomia un percorso di crescita

– cosa è l’interconnessione, come e perché siamo tutti collegati e come ciò influenza ogni singolo, in salute e malattia, in benessere o malessere

– cosa è la relazione specchio, ovvero la dinamica relazionale per cui ciò che sento e comunico io è qualcosa che mi appartiene, anche in maniera inconsapevole, ma influenza inevitabilmente anche l’altro

– le molte dinamiche delle comunicazione

– le molte dinamiche della relazione

Sistema Quadrifoglio è la pratica e:

– aiuta a identificare la personalità genetica individuale

– aiuta a connettersi nella pratica con le proprie emozioni

– aiuta a connettersi con l’altro

– aiuta a connettersi con il proprio Sè

– aiuta a connettersi con l’anima animale

Tutto questo non vi dice chi siete e cosa fare. Ma vi permette di avere le informazioni per scoprirlo e di attuare ogni cambiamento vi sentiate pronti ad affrontare.

La mia formazione primaria è quella dell’infermiera e ad oggi l’infermiere

“E’ il professionista sanitario che opera nell’ambito della prevenzione (informando, educando e sostenendo il cittadino, la famiglia e la comunità verso corretti stili di vita e il rispetto dell’ambiente di vita), della cura (con interventi relativi alla diagnosi, cura e riabilitazione), dell’assistenza (individuando e gestendo i bisogni di assistenza della persona e della famiglia) e della riabilitazione (promuovendo e sostenendo il recupero e il mantenimento della maggiore autonomia possibile ed educando il singolo e le sue persone di riferimento all’autocura e ad adeguati stili di vita.”

(Fonte http://www.infermieriperlasalute.it/infermiere.htm)

 Gli infermieri, professionisti iscritti ad un albo, hanno un codice deontologico (approvato dal Comitato centrale della Federazione con deliberazione n.1/09 del 10 gennaio 2009 e dal Consiglio nazionale dei Collegi Ipasvi riunito a Roma nella seduta del 17 gennaio 2009) da rispettare. Esso recita ai primi articoli

 “Articolo 1: L’infermiere è il professionista sanitario responsabile dell’assistenza infermieristica.

Articolo 2: L’assistenza infermieristica è servizio alla persona, alla famiglia e alla collettività. Si realizza attraverso interventi specifici, autonomi e complementari di natura intellettuale, tecnico-scientifica, gestionale, relazionale ed educativa.

Articolo 3: La responsabilità dell’infermiere consiste nell’assistere, nel curare e nel prendersi cura nel rispetto della vita, della salute, della libertà e della dignità dell’individuo”

(Fonte http://www.ipasvi.it/norme-e-codici/deontologia/il-codice-deontologico.htm)

A questa formazione e a questa professione che sento profondamente mia, ho aggiunto la competenza di Counselor Psicobiologico, Consulente del Benessere ed Educatore Cinofilo a indirizzo comportamentale. Molte altre sono le materie che ho studiato, ad integrazione dei profili professionali che metto a disposizione.

Ho lasciato il mio lavoro fisso in Inail per dedicarmi alla divulgazione di Sistema Quadrifoglio e Relazione Specchio, ho investito ogni mia risorsa in quello in cui credo e che intendo portare avanti: la libertà individuale, l’indipendenza da dogmi, principi educativi, credenze e condizionamenti. E so che è un traguardo raggiungibile!

Io ci credo e per me lo pretendo. Io voglio essere chi sono. E voi?

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