L’ansia, conosciamola da vicino

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Ansia è un termine molto usato e abusato, utilizzato anche (e soprattutto) per parlare di tutta una serie di emozioni e stati d’animo a cui non riusciamo a dare il nome.

L’ansia non è però un’emozione, è uno stato aspecifico collegato ad un vissuto emotivo che resta congelato. L’ansia, l’attacco d’ansia, così come l’attacco di panico, si scatenano quando una o più emozioni non fluiscono, quando l’emozione viene trattenuta o ignorata, quando un vissuto si riattiva a livello inconscio. Nel suo esistere è un segnale importante che ci avverte che qualcosa non va, qualcosa blocca lo stato di ben-essere, del vivere bene, del fluire armonico.

L’ansia è una potente alleata, un’energia strettamente connessa all’energia vitale che ci appartiene e ci muove. E’ connessa anche alla parte fisica, tanto che si parla di “psicosomatica” ovvero di vie fisiche su cui le vie nervose “scaricano” l’energia accumulata. In particolare l’ansia produce effetti sulla muscolatura striata, quella che muoviamo in modo volontario. Quando siamo agitati ci sentiamo tesi, alcune parti del nostro corpo si irrigidiscono e in genere ne siamo abbastanza consapevoli. Arriviamo a casa dopo una giornata pesante e ci sentiamo indolenziti. Lombalgie, cervicalgie e dolori muscolari diffusi sono tra le più frequenti espressioni dell’ansia, legata ad emozioni che non ci permettiamo di esprimere, perché non le accettiamo o perché non le conosciamo. L’ansia scarica anche sulla muscolatura involontaria, quella su cui non abbiamo diretta influenza, com’è la muscolatura dell’intestino. Non a caso almeno una volta nella vita a tutti è capitato di provare la diretta connessione tra situazioni emotivamente influenti e sintomi all’apparato gastrointestinale. Anche l’asma può essere un sintomo d’ansia, ad essere influenzata è la muscolatura involontaria a livello bronchiale. La stanchezza cronica, il sentirsi senza energia, è di nuovo un effetto generalizzato su tutto l’apparato neuromuscolare, dell’ansia.

Di solito ci diciamo che “è lo stress”, “sono troppo sensibile”, “è allergia”, ovvero ci abituiamo a tali sintomi in determinate situazioni. Invece potremmo prendere in considerazione, di fronte ad attacchi d’ansia, attacchi di panico, tensioni muscolari ricorrenti, la possibilità di prenderci cura delle emozioni inascoltate.

Anche negli animali emozioni che non riescono ad uscire o che cadono incomprese o inascoltate si trasformano in sintomi fisici. Inappetenza, calo d’energia, apatia, sintomi gastrointestinali, sono sintomi comuni. Si parla anche di “problemi comportamentali” quando lo scarico ansiogeno avviene tramite comportamenti che non sempre accettiamo, come l’abbaiare, il masticare eccessivo, il mordere, lo scappare. In loro, sensibili e ricettivi alle nostre vibrazioni ed emozioni può accadere tutto ciò anche perché assorbono e cercano di compensare le nostre emozioni inascoltate o inconsce.

Osservare i propri stati fisici, e gli stati fisici di chi ci circonda, può dirci qualcosa su ciò che di noi non sappiamo o che magari facciamo davvero fatica ad accettare. Indagare le cause fisiche a livello medico è sempre indicato, se accompagniamo tali percorsi con l’osservazione dei nostri stati emotivi spesso si ottengono molti più risultati e nuove consapevolezze.

Spesso si pensa che per vivere bene si debba fare o avere chissà cosa, mentre invece è possibile ottenere grandi risultati semplicemente osservando se stessi dall’interno, oltre che dall’esterno. Chiedendosi “com’è per me questa cosa, questo evento, questa situazione, questo dolore?”. E osservando i nostri animali, che nella loro spontaneità e sensibilità, sanno sempre indicarci una via diversa, e migliore, per affrontare situazioni di vario tipo.

L’obiettivo non è cambiare chi siamo o diventare tutti quanti “monaci zen”. L’obiettivo è quello di prendere consapevolezza, e lasciar fluire, ciò che ci attraversa, sia per permetterci di non accumulare nulla che poi danneggi il nostro equilibrio psicofisico (o quello di chi ci circonda), sia per vivere appieno le emozioni che ci appartengono e sono il riflesso delle nostre caratteristiche, del nostro vissuto. Di chi siamo, che abbiamo il pieno diritto di esprimere nell’unicità che contraddistingue ogni essere vivente.

Effetto specchio, effetto vita, relazione benessere ❤

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