Il racconto di fine anno: Serena e Sara, una storia di speranza e possibilità

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Ci sono storie che assumono molti significati pur essendo semplici storie di vita.

Ho conosciuto Serena anni fa, voleva portare al mio centro cinofilo, per farla svagare in sicurezza, la sua compagna Kira, ormai anziana. Non è stato possibile a lungo, Kira morì poco tempo dopo averle conosciute. Da lì il buio, e il dolore, che ci fecero perdere i contatti. Passano anni e rivedo Serena alla presentazione di un mio corso di comunicazione intuitiva “Sai” mi dice entusiasta “faccio volontariato in un rifugio per cani. Non ho superato la morte di Kira, ma ho trovato un modo per essere d’aiuto ai cani, che tanto amo, come amavo lei”. Passano ancora dei mesi, qualche volta ci sentiamo e poi una telefonata “Ho adottato Sara” grida entusiasta Serena ” quando vieni a conoscerla?”. Sara ha 10 anni di rifugio alle spalle e una gran personalità. Occhi dolci ma sicuri di sé, saggia, fiduciosa, vedere lei e Serena in giro è come vedere due migliori amici in gita, abitano un mondo felice tutto loro. “In rifugio spesso era scontrosa con chi veniva a vederla per un’adozione” mi racconta Serena “eppure poi ha scelto me, ci siamo scelte a vicenda” e, dice, “chissà che un giorno per Sara non arrivi una compagnia”. Serena ha avuto mille domande da fare, che si connettono anche alla sua storia personale fatta, come per tutti, di sogni rimasti nel cassetto, preoccupazioni con cui fare i conti, emozioni di mille sfumature non sempre perfettamente coscienti. Nella storia di Sara chissà, quando si vivono mesi e anni nello stesso luogo, agli stessi ritmi, solo il suo cuore conosce ciò che ha vissuto. Adesso si tengono per mano e zampa e osservare come le loro emozioni si fondono e si rafforzano in positivo è una gioia per gli occhi e per il cuore. “Il dolore per Kira ancora c’è quando ci penso … ma poi vedo Sara e capisco che andare avanti si può”. Da parte sua la cagna guarda Serena e la segue ovunque, con quella presenza attenta, gioiosa ma discreta che la caratterizza. Dove le porterà la loro strada? Chissà … è sicuro però che sarà composta di avventure da vivere insieme.

Perché racconto questa storia? Perché a me dà l’idea tangibile delle infinite possibilità che ciascuno possiede, delle scelte che si possono fare e che non sono mai limitate come invece spesso ci sembra. Il dolore si può trasformare in condivisione, l’ansia si può trasformare in ricerca di risposte, le paure in fiducia nelle capacità proprie e dell’altro. Passo dopo passo, sulla strada della vita, nessuno resta salvo da dolore, tristezza, rabbia, delusione, abbandono. Ma sono solo svolte sul cammino, tappe, da cui si può proseguire facendo dono prezioso di ciò che attraverso il sentire si impara e che può connetterci con ciò che vogliamo, con quello di cui abbiamo bisogno, con cosa desideriamo donare a noi stessi e agli altri. E che possiamo prendere e realizzare con accanto chi ci ama, con chi ha vissuto le stesse delusioni e gli stessi dolori ma, nonostante questo, è pronto a proseguire per godere di questo tempo che ci viene dato e che ci vede tutti connessi, anche quando non ce ne rendiamo conto.

Il tempo chiamato “anno 2017” sta per terminare. Pensando a Serena e Sara lascio alcune tristezze qui, le affido al tempo che è passato, e porto con me la consapevolezza degli occhi fiduciosi che mi osservano e mi ricordano che, insieme, si può fare molta strada.

A tutti, pelosi e non, buon Anno, buone Speranze e buoni Sogni!

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