IL SEGRETO DEL SUCCESSO? SBAGLIARE! IL SEGRETO PER EDUCARE DAVVERO? CATALIZZARE

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Le neuroscienze insegnano che i processi cognitivi ed emotivi sono SINCRONICI. Che significa? Che le emozioni vengono registrate insieme, in contemporanea, alle esperienze. E le emozioni, che sono chimica nel corpo, hanno la capacità di provocare una serie di sensazioni, sia fisiche che di percezione psichica di piacere/dolore.

Ogni volta che facciamo un’esperienza, che viviamo qualsiasi cosa “nuova” (quindi potenzialmente ogni giorno), le informazioni vengono immagazzinate insieme all’emozione che proviamo in quel momento, nel momento in cui registriamo l’evento. Quando poi richiamiamo alla memoria quella situazione, quell’esperienza, quell’informazione, si riattiva anche la stessa emozione. Il risultato è la capacità di sentirsi liberi o meno di operare delle scelte o di reagire/fuggire a qualcosa che si riattiva.

Se pensiamo ai metodi educativi tradizionali e a come sono impostati (sia per umani che per animali) è facile osservare come l’attenzione sia orientata alla ricerca ( e punizione) dell’errore e della non conformità a dei modelli prestabiliti. Tale attenzione porta a sottolineare l’errore piuttosto che la capacità e la diversità è vista come elemento negativo anziché come fonte di ricchezza. Durante i processi educativi, così come nella crescita, si apprendono un sacco di nozioni e si sviluppano abilità; se tali processi sono associati a sentimenti di ansia del risultato, paura della diversità, rifiuto, non accettazione, è facile capire come sia possibile avere tante situazioni dei cosiddetti “problemi comportamentali”. Infatti ogni volta che il soggetto si appresterà a mettere in atto capacità apprese con un’emozione negativa associata, sarà la stessa a dirigere il comportamento rendendo inefficace l’adattamento alla situazione. In parole povere, se ho imparato a sentirmi incapace non mi sentirò mai all’altezza, se ho imparato a vergognarmi sarò sempre in costante difesa, se ho associato il mondo esterno a una non accettazione lo temerò e cercherò di tenerlo lontano.

Il ruolo delle informazioni che apprendiamo è quello di sviluppare capacità cognitive che creino processi più complessi come la capacità di scelta. Ciò avviene in tutte le specie mammifere, poiché ad essere interessate sono le strutture condivise che fanno parte del cervello “rettiliano” e “mammifero” che tali specie condividono. Informazioni e apprendimento caricati di emozioni negative rendono tali meccanismi, come quello della scelta, disfunzionali, incompleti, inefficaci. Così si avranno comportamenti puramente istintivi (attacco o fuga) o di delega ad altri del proprio potere decisionale. Innescando a ruota altri meccanismi di emozionalità negativa poiché non si agisce incentivando il benessere individuale, la sensazione di gratificazione e appagamento che deriva dal fare ciò che ci soddisfa e risponde ai propri bisogni.

E’ necessario che chiunque svolga un ruolo educativo si renda conto della responsabilità che ha. Non si tratta “solo” di insegnare qualcosa, ma di agire sullo sviluppo degli individui, che lo si voglia o meno, dato che apprendimento ed emozione sono indissolubilmente legati. Le conoscenze odierne lo dimostrano con varie discipline e ci sono studi, pubblicati anche dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che avvertono di fenomeni depressivi in costante crescita derivanti da questo meccanismo.

Un elemento da cui è possibile partire è riprendersi il DIRITTO A SBAGLIARE. L’errore, lo sbaglio, è ciò che accade quando si fa un tentativo di applicazione pratica di qualcosa che non appartiene ancora alle nostre capacità. E’ un meccanismo di apprendimento fondamentale al fine di imparare efficacemente. Valorizzare l’errore come ricchezza e riprendersi il diritto a sbagliare, senza autogiudicarsi o autocriticarsi, è un passo che si può iniziare a fare per liberare alcune capacità cognitive e permettere al circolo virtuoso delle emozioni positive di innescarsi.

Un altro aiuto fondamentale che possiamo darci è riprendere il più possibile a giocare e a ridere, perché sono attività che rimettono i nostri meccanismi di apprendimento in moto in maniera immediatamente efficace e con semplicità. Giocate coi figli, con gli animali, cercate corsi sul gioco, imparate l’arte del clowncare, iscrivetevi ai club di Yoga della Risata. Cosa volete, ma giocate e ridete!

Per chi educa è fondamentale uscire dagli standard uniformi: siamo tutti diversi e la responsabilità che si è accettata è quello di valorizzare la diversità come ricchezza, come stimolo essenziale per incentivare il benessere. Le emozioni sono chimica: insegnare, educare, è fondamentalmente catalizzare tale chimica in senso positivo, stimolare nell’altro la produzione di stimolazioni benefiche e appaganti.

Il segreto per educare e imparare? Eccolo: CATALIZZARE e SBAGLIARE!

Qui di seguito dei video interessanti della Dottoressa Daniela Lucangeli, su emozione e apprendimento e sull’importanza dell’errore

Video su youtube (qualità audio scarsa) o video su facebook (qualità audio migliore)

Conoscere il valore degli errori

L’insegnante catalizzatore

Un commento

  1. […] Che siamo genitori, proprietari di compagni animali, educatori, manager o semplici cittadini alla ricerca di una miglior qualità di vita o l’anima gemella, è importantissimo sviluppare una capacità di osservazione volta a riconoscere le emozioni espresse, considerando che ogni individuo ha una propria modalità di manifestarle. Anche in qualsiasi processo volto ad “educare” o “comunicare” (metto tra virgolette poiché molti sono i significati associati a tali parole, ma qui vengono intese nel loro significato più ampio e comune) non si può più tralasciare l’importanza del prendersi cura e di integrare l’aspetto emozionale. Anche perché le emozioni hanno diretta influenza sull’apprendimento (come vi ho raccontato nell’articolo Il segreto del successo). […]

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