Emozioni, animali e umane, e benessere. Parla la scienza

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Le neuroscienze si interessano sempre di più alle emozioni, sia umane che animali. Il benessere è il fulcro di uno stato emotivo positivo e stabile, ma l’ampia di gamma di sfumature emozionali di cui sono capaci gli esseri viventi rende difficile (e forse sarebbe anche inutile) tracciare una mappa definita e definitiva di cosa sia il benessere. Si rende pertanto sempre più necessario conoscere le emozioni, saper dar loro un nome, saperle esprimere e osservare negli altri.

Le emozioni sono reazioni fisiologiche che coinvolgono tante sfere sia a livello fisico, che mentale che energetico. Gli stati emozionali degli individui, anche di specie diverse, sono in grado di influenzare e modificare gli stati emozionali di altri soggetti. In questo la Relazione Specchio dispiega tutto il suo valore e il suo potenziale.

Che siamo genitori, proprietari di compagni animali, educatori, manager o semplici cittadini alla ricerca di una miglior qualità di vita o dell’anima gemella, è importantissimo sviluppare una capacità di osservazione volta a riconoscere le emozioni espresse, considerando che ogni individuo ha una propria modalità di manifestarle. Anche in qualsiasi processo volto ad “educare” o “comunicare” (metto tra virgolette poiché molti sono i significati associati a tali parole, ma qui vengono intese nel loro significato più ampio e comune) non si può più tralasciare l’importanza del prendersi cura e di integrare l’aspetto emozionale. Anche perché le emozioni hanno diretta influenza sull’apprendimento (come vi ho raccontato nell’articolo Il segreto del successo).

Imparare le sfumature emozionali, i modi diversissimi in cui ogni soggetto le esprime, capire da dove e come nascono, è fondamentale per capire cosa è benessere e cosa non lo è, da che cosa è equilibrato o meno, perché e come è possibile mantenerlo o meno.

Per sviluppare un occhio attento a tali sfumature occorre sviluppare capacità di:

  • attenzione
  • osservazione
  • neutralità (assenza di preconcetti e giudizio)
  • condivisione

Tali capacità non sono né irraggiungibili né tantomeno riservate a pochi eletti. E’ sufficiente trovarsi nei contesti giusti, luoghi e spazi ove sia possibile esprimersi liberamente, scambiare osservazioni e apprendere nuove conoscenze. In tali contesti ogni soggetto può comportarsi senza rigidità imposte, osservare ciò che vede e ciò che sente, poi nella condivisione si ha la possibilità di capire se ciò che ha risuonato in noi, è stato osservato e sentito anche da altri. In tali luoghi e spazi la condivisione è sia tra animali che tra persone. Come ciò possa avvenire ve lo racconto in un video che pubblicherò lunedì 19 febbraio, intanto voglio condividere un bellissimo e recente articolo scientifico su emozioni e benessere.

L’articolo è Emozioni animali: definizioni descrittive e prescrittive e le implicazioni in una prospettiva comparativa di Elizabeth S.Paul e Michael T. Mendi. Fino a qualche anno fa era messo in dubbio il fatto che si potesse persino parlare di emozioni per quel che riguarda gli animali. Oggi sappiamo che, non solo gli animali provano emozioni, ma che con essi condividiamo le stesse strutture neurofisiologiche che le generano, tra cui i sette sistemi affettivi frutto del lavoro di ricerca di Jaak Panksepp. Definire  emleozioni è ancora difficile e il modo in cui lo facciamo influenza le sfumature emozionali che sono attribuite ai soggetti. Identificarle ci aiuta a uscire dalla logica giudicante del “problema” associato alla parola “comportamentale” poiché i comportamenti visibili altro non sono che l’espressione dell’emozione provata, associata all’esperienza appresa. Farsene carico e prendersene cura significa modificare la possibilità di scelta del comportamento mostrato. Questo articolo mira a spiegare come, definendo bene le emozioni, si possa osservare come ogni specie animale (e ogni soggetto) possiede diverse (e meravigliose) capacità emotive. D’altronde come riportato nello stesso articolo “il termine “emozione” circoscrive un dominio che è separato da altri termini come “motivazione”, “sensazione”, “percezione” e “cognizione” “. L’articolo descrive alcune componenti dei processi emozionali e distingue: “le definizioni descrittive delineano i modi in cui la parola emozione viene usata nella vita di tutti i giorni. Le definizioni prescrittive sono usate per individuare l’insieme di eventi che le teorie scientifiche dell’emozione pretendono di spiegare”. Credo sia un articolo interessante per arricchire la propria conoscenza sul mondo emotivo, animale e umano, che è ancora in gran parte tutto da scoprire. L’articolo infatti verso la conclusione dichiara “le emozioni man mano che le sperimentiamo (e le costruiamo culturalmente) devono alla fine essere basate su “generi naturali”, processi biologici adattati alle esigenze quotidiane di sopravvivenza e riproduzione. Ma non sono solo un processo; sono molti (come gli strati di una cipolla) processi emotivi diversi ma collegati che si sono evoluti nel corso dell’evoluzione umana e dell’evoluzione di altre specie. Abbiamo ancora molto da scoprire sulle molte sfaccettature delle emozioni e sul loro ruolo nel controllo comportamentale.”

Buona lettura a tutti voi!

Foto gentilmente concessa da “La Casa del Bovaro del Bernese”

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