Amarsi è realizzare ciò che ci piace

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Qual è il significato di Amare, Amarsi?

All’amore vengono dati tanti significati diversi, non sempre positivi. Quando si pensa all’amore, comunemente e quotidianamente, spesso ci compare nella mente:

– comportamenti stereotipati in gesti a cui attribuiamo un significato (il mazzo di fiori, il massaggio ai piedi, la cena fuori a San Valentino ecc)

– il “dover” “esser buoni” con tutti ovvero fare ciò che piace e/o ci viene richiesto da altri anche se a noi non piace e/o non va

– il “dover” perdonare accettando (e subendo) cose che non ci fanno star bene (e anche sul perdono ci sarebbe molto da dire)

– l’essere disponibili per gli altri anche a discapito del togliere tempo a noi stessi

– il sentirsi vincolati a comportarsi in una certa maniera altrimenti l’altro “ci resta male”

e potrei continuare ancora.

Se ci riflettiamo, ognuno di noi sa che l’amore non è questo. E che cos’è allora?

Per influenze culturali e dogmatiche all’amore ormai è legata una condizione, quella del merito. Siamo abituati a pensare, anche in maniera del tutto inconscia, che per essere amati si debba fare o essere qualcosa per meritarlo. Ci siamo scordati che ogni essere vivente è pienamente degno di essere amato semplicemente perché esiste, come essere unico e irripetibile.

Invece per “meritare l’amore” spostiamo energie e risorse personali per soddisfare l’esigenza di altri, anziché la nostra. Che non è del tutto sbagliato … solo che dovrebbe essere un meccanismo posticipato rispetto al soddisfare ciò che ci piace e ciò di cui abbiamo bisogno.

Io ho imparato che amarsi significa volersi bene. Voler bene. Volere il bene, il positivo, ciò che fa stare bene, appaga, gratifica, conduce a circoli virtuosi dove i miei bisogni e ciò che mi piace essere e fare trovano realizzazione.

Dal volersi bene, dal vivere in modo appagante e gratificante, nasce spontaneamente il voler bene agli altri. Innanzitutto per un meccanismo empatico di cui siamo naturalmente dotati, siamo portati alla voglia di far sentire gli altri come ci sentiamo noi. E poi perché in qualità di animali sociali, individui che vivono in gruppi, lo stare bene o male dell’altro ci influenza. E se l’altro sta male io farò fatica per mantenere il mio stato di soddisfazione e appagamento dato che devo viverci e fare fatica non è certo piacevole. Per cui se ognuno di noi si prendesse semplicemente cura del proprio star bene (realizzare ciò che ci piace, liberi da condizionamenti) si incentiverebbe immediatamente il ben-essere generale.

Quindi amarsi ha il significato di soddisfare i propri desideri. Realizzare, dare concretezza, vivere, ciò che ci fa stare bene.

Facile, non fosse per il fatto che la cultura ha demonizzato tale aspetto, la soddisfazione di bisogni e desideri è ormai associata a concetti negativi quali “l’egoismo” o “il peccato”. Condizionamenti e dogmi ci ostacolano nel sentire ciò che vogliamo davvero. In questo modo diveniamo fragili, insicuri, pieni di malesseri e dubbi e si vive in una condizione in cui siamo manipolabili perché non in contatto col nostro potere di scelta. Se non so scegliere cosa mi fa stare bene, poco importa cosa sceglierò, andrò incontro a ciò che più è capace di influenzarmi. In questo modo viviamo anche nell’autogiudizio e nel sentirsi inadeguati perché senza la nostra bussola interna che ci guida nel ben-essere di vita, come potremo capire se ciò che facciamo sarà appagante e gratificante? Risultato: si rinforza il circolo vizioso di inadeguatezza, condizionamenti, stereotipi, perché ciò che è prefissato ci dà sicurezza …. ma ci snatura ancora di più.

Possiamo però tornare in ogni momento a riprenderci la nostra capacità di scelta. E i nostri animali, ormai lo sappiamo, possono aiutarci moltissimo se li osserviamo e impariamo da loro e da ciò che ci mostrano di noi stessi.

C’è un passo di un bellissimo e utilissimo libro (consigliato a chiunque voglia vivere bene, bene davvero, in armonia con le proprie aspirazioni e realizzazioni) che dice:

” Le persone tendono a proiettare i propri pensieri su schermi immaginari che sono davanti a loro. Il fatto è che i più non ne sono consapevoli e proiettano su questi schermi le proprie paure, ansie, fobie, preoccupazioni. E questo è il primo meccanismo che scatena un senso di motivazione o di depressione”

da SE VUOI PUOI di Roberto Cerè

Questo schermo è quello che gli animali riescono a vedere e sentire e che ci mostrano con i loro comportamenti … d’altronde, come altro potrebbero farcelo vedere?

Ecco perché con gli animali ci sentiamo bene: sia perché usciamo dal circolo delle aspettative e del merito, sia perché sanno innescare in noi circoli virtuosi che ci ricollegano ai nostri desideri o anche semplicemente ci mettono in condizione di liberarsi da tutte le forme di condizionamento che spesso ci attanagliano.

I nostri animali sanno guidarci a ritrovare ciò che ci piace, ciò che ci fa stare bene. Date loro la possibilità di mostrarvelo. Date a voi stessi la possibilità di goderne.

Buona domenica!

 

 

 

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