Perché si creano i cosiddetti “problemi comportamentali” negli animali?

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Ogni essere vivente per vivere necessita di rispondere a dei bisogni fondamentali. Quindi sono essenziali principalmente due cose:

– la possibilità di rispondere a, di agire per soddisfare, tali bisogni

– un linguaggio che sia comprensibile ed efficace per comunicare con gli altri

Detto questo, è chiaro che ovunque queste due condizioni non possano esistere o esistano in modo incompleto, parziale o distorto, si creino delle situazioni di mancanza, di disagio, di difficoltà.

Riguardo agli animali ad un certo punto si è cominciato a parlare di “problemi comportamentali”. Perché? Gli animali esprimono la loro comunicazione attraverso il comportamento, che passa principalmente dal linguaggio del corpo. Quindi qualsiasi tipo di situazione di difficoltà va ad agire sui comportamenti che vengono espressi.

Se ogni essere vivente sta cercando di rispondere a dei bisogni, come si può evitare l’instaurarsi di tali problemi?

Semplicemente andando a prendersi cura dei bisogni stessi e della comunicazione, i due cardini fondamentali.

L’elenco di ciò che ci serve è breve:

– Innanzitutto è necessario CONOSCERE I BISOGNI, DI SPECIE E DI SOGGETTO

– Immediatamente dopo c’è la necessità di conoscere il MODO DI COMUNICARE in modo EFFICACE ED EMPATICO (ovvero che faccia arrivare il messaggio e che si prenda cura dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti)

– Infine occorre sviluppare COMPETENZE e ABILITA’ per riconoscere determinate situazioni e saper trovare una soluzione adeguata ovvero capace di rendere l’esperienza appagante

In qualsiasi relazione ci sono delle difficoltà che potenzialmente possono manifestarsi e che possono permetterci di imparare e di crescere in consapevolezza. Ogni relazione d’altronde è uno scambio, un contatto con l’altro, che ci mette a confronto sia con cose che condividiamo, sia con cose che non capiamo o non ci appartengono oppure con cose che ci appartengono ma che non riconosciamo in noi. Le relazioni sono questioni meravigliose ma complesse.

Fatto sta, che per qualsiasi situazione ci troviamo a vivere, soprattutto con gli animali, ci sono delle precise competenze che, nel caso le abbiamo sviluppate (noi e gli animali, mi riferisco sempre a tutti i componenti di una relazione) ci porteranno a non incontrare difficoltà, altrimenti si manifesteranno nei comportamenti e nelle azioni che metteremo in atto per fronteggiare la situazione stessa.

Il segreto è PENSARE IN TERMINI DI NECESSITA’ E DI SOLUZIONI, più che in termini di “problema da risolvere”.

Ad esempio, se ho un cane che abbaia ad altri cani, quali competenze necessito di sviluppare? Molto probabilmente abbiamo bisogno di:

– conoscenza della personalità dei soggetti coinvolti

– conoscenza del valore degli spazi, che è diverso da specie a specie

– cambiare la comunicazione circa le richieste che vengono fatte o i messaggi che passano in determinate situazioni

– conoscenza dei bisogni soggettivi

– conoscere e magari modificare l’influenza di esperienze precedenti

In caso non possediamo tali competenze e non siamo in grado di svilupparle da soli è possibile che si entri nel circolo vizioso di “azione-reazione” dove non cambia nulla, si ripete sempre la stessa scena.

A cosa serve un formatore in questi casi? Ad avere un PUNTO DI VISTA ESTERNO, di una situazione in cui siamo coinvolti e di cui sarà difficile avere un punto di vista neutro, oggettivo, totale. Nella relazione siamo molto coinvolti anche emotivamente ed è arduo per chiunque agire in modo obiettivo.

Un buon formatore nel caso in cui ci siano da capire dei “problemi comportamentali” non fornisce delle soluzioni! Perché non ne esistono di preconfezionate, l’attenzione deve essere centrata sui soggetti coinvolti, le loro personalità, le loro caratteristiche, le loro esigenze, il loro ambiente, la loro storia individuale e molti altri fattori. Quindi il formatore deve stimolare in voi la costruzione di strategie e soluzioni, incentivare l’osservazione e l’uso delle risorse che sempre abbiamo ma che spesso non vediamo. Infine deve prendersi cura dei vostri stati d’animo: emozione ed apprendimento sono sincronici, se l’una è distorta lo sarà anche l’altro, se l’una è efficace lo sarà anche l’altro.

Scegliete un buon formatore, vi aiuterà a comprendere che la strada che percorriamo è ardua per tutti, ma può diventare più gratificante se c’è chi ce ne offre, talvolta, un punto di vista alternativo. La vita è un percorso interessante, godiamocelo!

 

Ogni essere vivente per vivere necessita di rispondere a dei bisogni fondamentali. Quindi sono essenziali principalmente due cose:

– la possibilità di rispondere a, di agire per soddisfare, tali bisogni

– di un linguaggio che sia comprensibile per comunicare con gli altri

 

Detto questo, è chiaro che ovunque queste due condizioni non possano esistere o esistano in modo incompleto, parziale o distorto, si creino delle situazioni di mancanza, di disagio, di difficoltà.

 

Riguardo agli animali ad un certo punto si è cominciato a parlare di “problemi comportamentali”. Perché? Gli animali esprimono la loro comunicazione attraverso il comportamento, che passa principalmente dal linguaggio del corpo. Quindi qualsiasi tipo di situazione di difficoltà va ad agire sui comportamenti che vengono espressi.

 

Se ogni essere vivente sta cercando di rispondere a dei bisogni, come si può evitare l’instaurarsi di tali problemi?

Semplicemente andando a prendersi cura dei bisogni stessi e della comunicazione, i due cardini fondamentali.

 

L’elenco di ciò che ci serve è breve:

– Innanzitutto è necessario CONOSCERE I BISOGNI, DI SPECIE E DI SOGGETTO

– Immediatamente dopo c’è la necessità di conoscere il MODO DI COMUNICARE in modo EFFICACE ED EMPATICO (ovvero che faccia arrivare il messaggio e che si prenda cura dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti)

– Infine occorre sviluppare COMPETENZE e ABILITA’ per riconoscere determinate situazioni e saper trovare una soluzione adeguata ovvero capace di rendere l’esperienza appagante

 

In qualsiasi relazione ci sono delle difficoltà che potenzialmente possono manifestarsi e che possono permetterci di imparare e di crescere in consapevolezza. Ogni relazione d’altronde è uno scambio, un contatto con l’altro, che ci mette a confronto sia con cose che condividiamo, sia con cose che non capiamo o non ci appartengono oppure con cose che ci appartengono ma che non riconosciamo in noi. Le relazioni sono questioni meravigliose ma complesse.

Fatto sta, che per qualsiasi situazione ci troviamo a vivere, soprattutto con gli animali, ci sono delle precise competenze che, nel caso le abbiamo sviluppate (noi e gli animali, mi riferisco sempre a tutti i componenti di una relazione) ci porteranno a non incontrare difficoltà, altrimenti si manifesteranno nei comportamenti e nelle azioni che metteremo in atto per fronteggiare la situazione stessa.

 

Il segreto è PENSARE IN TERMINI DI NECESSITA’ E DI SOLUZIONI, più che in termini di “problema da risolvere”.

 

Ad esempio, se ho un cane che abbaia ad altri cani, quali competenze necessito di sviluppare? Molto probabilmente abbiamo bisogno di:

– conoscenza della personalità dei soggetti coinvolti

– conoscenze del valore degli spazi, che è diverso da specie a specie

– cambiare la comunicazione circa le richieste che vengono fatte o i messaggi che passano in determinate situazioni

– conoscenza dei bisogni del soggetto

– azione su esperienze precedenti

In caso non possediamo tali competenze e non siamo in grado di svilupparle da soli è possibile che si entri nel circolo vizioso di “azione-reazione” dove non cambia nulla, si ripete sempre la stessa scena.

 

A cosa serve un formatore in questi casi? Ad avere un PUNTO DI VISTA ESTERNO, di una situazione in cui siamo coinvolti e di cui sarà difficile avere un punto di vista neutro, oggettivo, totale. Nella relazione siamo molto coinvolti anche emotivamente ed è arduo per chiunque agire in modo obiettivo.

 

Un buon formatore nel caso in cui ci siano da risolvere dei “problemi comportamentali” non fornisce delle soluzioni! Perché non ne esistono di preconfezionate, l’attenzione deve essere centrata sui soggetti coinvolti, le loro personalità, le loro caratteristiche, le loro esigenze, il loro ambiente, la loro storia individuale e molti altri fattori. Quindi il formatore deve stimolare in voi la costruzione di strategie e soluzioni, incentivare l’osservazione e l’uso delle risorse che sempre abbiamo ma che spesso non vediamo. Infine deve prendersi cura dei vostri stati d’animo: emozione ed apprendimento sono sincronici, se l’una è distorta lo sarà anche l’altro, se l’una è efficace lo sarà anche l’altro.

 

Scegliete un buon formatore, vi aiuterà a comprendere che la strada che percorriamo è ardua per tutti, ma può diventare più gratificante se c’è chi ce ne offre, talvolta, un punto di vista alternativo. La vita è un percorso interessante, godiamocelo!

 

Ogni essere vivente per vivere necessita di rispondere a dei bisogni fondamentali. Quindi sono essenziali principalmente due cose:

– la possibilità di rispondere a, di agire per soddisfare, tali bisogni

– di un linguaggio che sia comprensibile per comunicare con gli altri

 

Detto questo, è chiaro che ovunque queste due condizioni non possano esistere o esistano in modo incompleto, parziale o distorto, si creino delle situazioni di mancanza, di disagio, di difficoltà.

 

Riguardo agli animali ad un certo punto si è cominciato a parlare di “problemi comportamentali”. Perché? Gli animali esprimono la loro comunicazione attraverso il comportamento, che passa principalmente dal linguaggio del corpo. Quindi qualsiasi tipo di situazione di difficoltà va ad agire sui comportamenti che vengono espressi.

 

Se ogni essere vivente sta cercando di rispondere a dei bisogni, come si può evitare l’instaurarsi di tali problemi?

Semplicemente andando a prendersi cura dei bisogni stessi e della comunicazione, i due cardini fondamentali.

 

L’elenco di ciò che ci serve è breve:

– Innanzitutto è necessario CONOSCERE I BISOGNI, DI SPECIE E DI SOGGETTO

– Immediatamente dopo c’è la necessità di conoscere il MODO DI COMUNICARE in modo EFFICACE ED EMPATICO (ovvero che faccia arrivare il messaggio e che si prenda cura dei bisogni di tutti i soggetti coinvolti)

– Infine occorre sviluppare COMPETENZE e ABILITA’ per riconoscere determinate situazioni e saper trovare una soluzione adeguata ovvero capace di rendere l’esperienza appagante

 

In qualsiasi relazione ci sono delle difficoltà che potenzialmente possono manifestarsi e che possono permetterci di imparare e di crescere in consapevolezza. Ogni relazione d’altronde è uno scambio, un contatto con l’altro, che ci mette a confronto sia con cose che condividiamo, sia con cose che non capiamo o non ci appartengono oppure con cose che ci appartengono ma che non riconosciamo in noi. Le relazioni sono questioni meravigliose ma complesse.

Fatto sta, che per qualsiasi situazione ci troviamo a vivere, soprattutto con gli animali, ci sono delle precise competenze che, nel caso le abbiamo sviluppate (noi e gli animali, mi riferisco sempre a tutti i componenti di una relazione) ci porteranno a non incontrare difficoltà, altrimenti si manifesteranno nei comportamenti e nelle azioni che metteremo in atto per fronteggiare la situazione stessa.

 

Il segreto è PENSARE IN TERMINI DI NECESSITA’ E DI SOLUZIONI, più che in termini di “problema da risolvere”.

 

Ad esempio, se ho un cane che abbaia ad altri cani, quali competenze necessito di sviluppare? Molto probabilmente abbiamo bisogno di:

– conoscenza della personalità dei soggetti coinvolti

– conoscenze del valore degli spazi, che è diverso da specie a specie

– cambiare la comunicazione circa le richieste che vengono fatte o i messaggi che passano in determinate situazioni

– conoscenza dei bisogni del soggetto

– azione su esperienze precedenti

In caso non possediamo tali competenze e non siamo in grado di svilupparle da soli è possibile che si entri nel circolo vizioso di “azione-reazione” dove non cambia nulla, si ripete sempre la stessa scena.

 

A cosa serve un formatore in questi casi? Ad avere un PUNTO DI VISTA ESTERNO, di una situazione in cui siamo coinvolti e di cui sarà difficile avere un punto di vista neutro, oggettivo, totale. Nella relazione siamo molto coinvolti anche emotivamente ed è arduo per chiunque agire in modo obiettivo.

 

Un buon formatore nel caso in cui ci siano da risolvere dei “problemi comportamentali” non fornisce delle soluzioni! Perché non ne esistono di preconfezionate, l’attenzione deve essere centrata sui soggetti coinvolti, le loro personalità, le loro caratteristiche, le loro esigenze, il loro ambiente, la loro storia individuale e molti altri fattori. Quindi il formatore deve stimolare in voi la costruzione di strategie e soluzioni, incentivare l’osservazione e l’uso delle risorse che sempre abbiamo ma che spesso non vediamo. Infine deve prendersi cura dei vostri stati d’animo: emozione ed apprendimento sono sincronici, se l’una è distorta lo sarà anche l’altro, se l’una è efficace lo sarà anche l’altro.

 

Scegliete un buon formatore, vi aiuterà a comprendere che la strada che percorriamo è ardua per tutti, ma può diventare più gratificante se c’è chi ce ne offre, talvolta, un punto di vista alternativo. La vita è un percorso interessante, godiamocelo!

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