Perché interessarsi alla Relazione Specchio?

antropocentrismo

La mente, influenzata dalle emozioni, crea pensieri e credenze e dirige le azioni del corpo. Sta qui il motivo per cui, per fare un’educazione cinofila reale e durevole nel tempo e nei risultati, occorre partire da come pensiamo e come agiamo. Ciò vale per impostare e vivere al meglio qualsiasi relazione, con gli animali o con le persone. La base è: come creiamo le azioni che compiamo. Qual è il meccanismo che guida e orienta le nostre scelte. Quanto siamo connessi con le nostre emozioni, quale conoscenza abbiamo delle nostre reazioni.

Gli animali, con la loro naturale sensibilità empatica e la comunicazione che si basa sul linguaggio del corpo, prendono i messaggi che noi inviamo attraverso sensazioni ed azioni. Se non siamo consapevoli e padroni di ciò che le determina invieremo messaggi che non conosciamo e ci troveremo davanti a comportamenti dell’animale che non capiamo (e magari neanche vogliamo).

Nessuno ci spiega come funziona la mente e nessuno ci insegna a stare in contatto con i sentimenti. L’educazione comune ci predispone ad essere “sempre pronti”, “brillanti”, “disponibili verso le richieste e le aspettative degli altri”, “conformi a modelli sociali”. Tutto questo porta la nostra mente a creare credenze e seguire condizionamenti che mandano automaticamente in frustrazione quella parte spontanea che agirebbe (e agisce se la lasciamo fare) secondo le nostre naturali predisposizioni, gusti, capacità. “Essere diversi” significa non allinearsi con i modelli sociali uniformanti e dare spazio alla voglia di fare ciò che ci piace, perché è lì che abita la nostra gratificazione. Il rispetto nella convivenza con gli altri non ne è minacciato poiché quando si è felici e appagati siamo automaticamente meglio disposti e più empatici anche con gli altri.

Il cervello è guidato dalle domande che gli facciamo e se poniamo domande inefficaci otterremo risposte inutili per il cambiamento. Un esempio? Se voglio dimagrire e ci chiediamo “perché sono così in sovrappeso” molto probabilmente la risposta sarà “perché mangi troppo” con tutto ciò che ne deriva in senso di colpa, frustrazione e nessuna idea utile per cambiare. Ma se invece chiedo “come posso alleggerire il mio corpo senza rinunciare a ciò che mi piace?” vedrete che la risposta che verrà generata sarà ben diversa e di sicuro più utile e creativa.

Il comportamento degli animali segue lo stesso meccanismo: se inviamo messaggi incoerenti o disfunzionali attraverso i nostri comportamenti, le nostre espressioni, l’odore delle nostre emozioni, avremo risposte, attraverso le azioni dei nostri animali, che non ci piacciono e non ci aspettavamo. Un esempio? Se sono in giro col cane e incontro una persona che mi è antipatica o mi mette a disagio, molto probabilmente “per educazione” mi fermerò comunque a salutarla. Il cane si accorge immediatamente dei messaggi del corpo, che automaticamente diventano incoerenti, e dell’odore della pelle che è influenzato dalla cascata neurochimica emotiva. Il cane potrebbe non farsi accarezzare volentieri o strattonare il guinzaglio per andar via e noi magari pensiamo di “non averlo educato ad essere paziente” generando in lui ancor più confusione. Di tutto questo occorre rendersi conto, così da divenire veramente efficaci nella relazione.

Ripetere le stesse azioni ci porta alle stesse conseguenze. Come fare? Occorre prendere altre informazioni, per generare nuovi risultati e accogliere molteplici punti di osservazione che ci permettono di inquadrare una stessa situazione in più modi. Occorre saper distinguere quando “agiamo”, ovvero quando creiamo nuove strategie di adattamento, e quando “reagiamo” ovvero mettiamo in scena meccanismo di comportamento già utilizzati, creati nel passato (e magari inefficaci per l’adattamento nel presente e nel futuro).

Copernico attuò una rivoluzione (e fu screditato e accusato di essere un bugiardo) nel momento in cui affermò che la Terra non era al centro dell’Universo (per poi scoprire che aveva ragione). In questo momento evolutivo occorre rendersi conto (senza rancori) che l’Uomo non è al centro del Mondo, non è padrone e sovrano delle risorse comuni a tutti gli esseri viventi. L’intelligenza umana può e deve essere messa al servizio della comune convivenza anziché dello sfruttamento incontrollato. Il fatto di essere capaci di fare alcune cose non significa che ne siamo autorizzati, che siano azioni corrette, che porteranno buoni frutti.

Solo iniziando a vedersi come una parte del tutto (e non al centro), come collaboratori (e non come proprietari), è possibile (ri)cominciare a vedere il ruolo importantissimo che gli animali e le piante hanno nelle nostre vite: hanno il dono di riportarci a vivere utilizzando in modo efficace e benefico (per noi e gli altri) le capacità della nostra mente complessa.

Ecco perché conoscere la Relazione Specchio, ovvero il meccanismo che dirige e influenza lo scambio mentale, fisico e affettivo con i nostri animali e con tutti gli esseri viventi, è così importante. Significa acquisire la conoscenze che sono opportunità, di dirigere consapevolmente e in maniera autonoma le nostre azioni verso i risultati voluti, tornando ad essere padroni del nostro tempo e dei risultati e capaci di condividerli godendosi con altri le risorse che ci sono date.

 

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