Su di me …

Ho 39 anni, vivo col mio compagno nella campagna vicino a Volterra (Pi), e la nostra famiglia è composta da 6 cani, 3 gatti, 17 conigli, 2 pappagalli, 1 asino e 2 caprette. Ognuno di questi esseri viventi ha alle spalle una storia particolare, qualcuno doveva finire come cibo, qualcuno era stato abbandonato, qualcuno proviene da situazioni di maltrattamento. Il motivo per cui ci siamo incontrati e accolti è stato poter crescere insieme e per la comune convivenza la nostra strategia è l’osservazione, cerchiamo di capire di cosa ognuno di noi ha bisogno e integrarlo con gli altri.

La mia passione per gli animali esiste da sempre, i miei genitori mi sono venuti incontro adottando per me un cane nell’infanzia, e concedendomi di adottare uccellini, gatti e criceti. Ho avuto la fortuna di crescere all’aria aperta e di vivermi gli animali lasciandoli liberi di essere chi volevano essere: così ho potuto presto imparare che ciascuno ha una propria personalità. Ho sempre avuto anche un’innata predisposizione alla relazione: sono stata scout, catechista, educatrice per bambini, ho fatto parte di squadre in vari sport. Ho incontrato le prime difficoltà di relazione nella fase critica dell’adolescenza, non tanto perché avevo difficoltà a sapere chi fossi, quanto perché è stato il momento in cui molti degli amici di infanzia iniziavano a uniformarsi a dei comportamenti “socialmente graditi”, cosa che per me è sempre stata incomprensibile e le volte in cui ho ceduto a questa pressione mi hanno insegnato che il prezzo da pagare, in frustrazione e delusione verso se stessi, è alto.

Al momento di scegliere un lavoro mi è sembrato naturale scegliere la facoltà di Infermieristica. Il lavoro in ospedale tuttavia mi apparve subito troppo distante da come io sentivo (e sento) di voler fare questo “lavoro”: trattare le persone come numeri e come “patologia” non mi appartiene. Così, dopo la laurea, rifiutai il lavoro nei grandi ospedali e ho fatto la prima esperienza negli ambulatori del CNR di Pisa, una realtà piccola che soddisfaceva il mio bisogno di maggior contatto con le persone. Da questa esperienza maturò la voglia di lavorare ancor più a stretto contatto con gli altri e la vita mi offrì il concorso, e poi il posto lavorativo, al centro riabilitazione motoria Inail di Volterra: un’altra piccola realtà, dove le persone arrivano per recuperare capacità e abilità fisiche e in cui spesso soggiornano per molti mesi. Ho lavorato in Inail per quasi 13 anni … nel tempo però, la burocrazia, le dinamiche gerarchiche di gruppo, la scarsa attenzione all’aspetto emotivo individuale hanno completamente spento la mia passione e motivazione. A giugno 2017 ho fatto ciò che da molti è considerato la “massima pazzia”: dare le dimissioni, rinunciare, al posto pubblico a tempo indeterminato. Era tempo di ritrovare la mia strada.

Intanto negli anni in cui lavoravo in Inail, essendo presente la voglia di imparare, non sono rimasta inattiva: ho frequentato la facoltà di Giurisprudenza e di Veterinaria a Pisa, percorsi interrotti per essermi resa conto che non corrispondono a ciò che sento adatto a me come attività. Ho invece portato a termine il corso di educatore cinofilo, se pur rifiutandomi di sostenere l’esame finale della scuola: all’esame mi veniva richiesto che la mia compagna di corso, la pastore tedesco Shenny, si comportasse secondo modelli standard, decisi dall’istruttore; l’esperienza dell’infanzia è ancora viva in me e non avevo intenzione di costringerla in comportamenti lontani dalla sua personalità. Così, mi sono presentata da sola all’esame ufficiale per Educatore Cinofilo tenuto da Aics, superandolo. Da quel momento il percorso è proseguito con mille sfaccettature, perché il corso aveva creato più domande che risposte e mi rendevo sempre più conto di quanto gli animali fossero un monto tutto da scoprire e da rispettare. Tra il 2011 e il 2015 ho imparato da Teresa l’educazione gentile e cognitiva, da Manuel come pensano i cani, ho conosciuto i cavalli e l’equitazione naturale da Sergio e Simona al Lischeto Ranch (da cui ancora imparo avendo Brando, un gigante buono, come partner). Ho iniziato a studiare cinofilia, etologia, neuroscienze, psicologia. Ho investito molto tempo, e molti soldi, in formazione. Dal 2008 non ho la televisione: i libri occupano ogni momento libero. Nel 2017 ho terminato il master triennale di counseling psicobiologico (basato sulle neuroscienze) iscrivendomi poi all’albo dei consulenti del benessere. Ho rivolto l’attenzione anche a sostegni naturali: floriterapia, cristalloterapia, alimentazione naturale per gli animali. E alla metamedicina: come le emozioni inespresse generano sintomi e malattie fisiche.

Ho iniziato a interessarmi a quella che poi ho chiamato “Relazione Specchio” negli anni in cui ho condotto le attività del centro cinofilo “Fantasia Cinofila”. Mi accorgevo che i comportamenti dei cani erano strettamente connessi alle emozioni, alle credenze e alle azioni dei proprietari e con le tecniche di educazione cinofila sebbene ci fossero miglioramenti non si ottenevano grandi cambiamenti. Per la mia predisposizione alla relazione e per la formazione da infermiera che porto con me iniziai a prendermi cura delle emozioni dei miei clienti ma mi accorsi che non era il luogo giusto: le persone venivano al centro cinofilo per avere soluzioni per il cane, non per crearne in se stessi. Così ho terminato la mia attività di educazione cinofila per dedicarmi completamente al lavoro di ricerca: neuroscienze affettive e cognitive, neuropsicologia, pnei (psiconeuroendocrinoimmunologia), biologia, psicologia animale, coaching e counseling sono state le materie che mi hanno portato a teorizzare la dinamica relazionale di scambio tra uomo e animale in pochi concetti e sotto un unico nome, Relazione Specchio appunto (negli Stati Uniti è un fenomeno già da tempo conosciuto come “rispecchiamento” e per cui sono nati gli “Emotional Fitness Center”, dei centri in cui ci si prende cura delle emozioni e relazioni con gli altri, umani e animali).

Da qui e dal momento in cui questa è diventata la scelta da portare avanti nella vita, lasciando il posto in Inail, ho ricominciato la mia attività di consulenza per le persone e per gli animali, offrendo sostegno per chiunque voglia andare alla radice dei comportamenti, sostenendo non nel fornire soluzioni ma strumenti per crearle. Mi sento un tutt’uno con chi lavora con me e le conoscenze che scambiamo sono utili per innescare una crescita, uno sviluppo individuale che aumenta le competenze sia della persona che del suo compagno animale in ambiti vari.

Le mie giornate sono ricche di individui che vogliono crescere e imparare. Ci incontriamo per un problema da risolvere, ripartiamo con idee da sviluppare.

Per me non è un “lavoro”, è ciò che sento importante per me e indispensabile da condividere con gli altri, perché è ciò che ci arricchisce e ci dà la possibilità di vivere senza “devo” e senza “se”. Il riconoscimento materiale chiamato “denaro” che scambio con la consulenza viene reinvestito sia nella mia formazione continua sia nel “progetto Family”: accogliere sempre più animali in famiglia togliendoli da situazioni di difficoltà. In questo modo facciamo tutti parte di un grande progetto.

Ad oggi sto continuando gli studi, sottoforma di corsi e percorsi, di lettura e di scrittura di libri, al fine di rendere la Relazione Specchio sempre più comprensibile e applicabile da chiunque nella vita quotidiana. In arrivo ci sono tante belle novità … che sono sicura avrò modo di vivere e scambiare con chi cammina e camminerà sulla strada del darsi opportunità.

 

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