Il Problema non è il problema … cinque punti per l’efficacia

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Ciò che definiamo problema è di fatto una situazione che crea qualsiasi tipo di fastidio, disagio o difficoltà. Parliamo di “problema” quando le risorse impiegate superano, e talvolta non bastano per creare, le facilitazioni e le gratificazioni che dovrebbero derivare da un certo agire.

Esempi si sprecano: vogliamo fare un lavoro anziché un altro ma non troviamo il modo di cambiare. Abbiamo adottato un cane e ci accorgiamo che, crescendo, ha iniziato ad abbaiare ad altri cani quando siamo in passeggiata. Viviamo una relazione serena solo a momenti, perché per alcuni argomenti non troviamo condivisione o collaborazione. Tutte situazioni simili, lo stesso rovescio della stessa medaglia. Che cosa le accomuna?

La fissità di pensiero nel valutare ciò che accade.

Qualsiasi difficoltà è un momento, una fase della vita, del percorso che viviamo. Sono momenti oltretutto necessari e inevitabili poiché viviamo in un mondo in costante e continuo cambiamento, il nostro corpo stesso è in costante e continuo cambiamento, e le difficoltà arrivano per spronarci al miglior adattamento. Sono moltissime e intersecate tra loro le motivazioni, gli stimoli, le caratteristiche, le situazioni, che generano tali difficoltà. Purtroppo per noi le affrontiamo cercando una sola causa, di cui spesso ci incolpiamo. Risultato: la stasi e il blocco, con la difficoltà che man mano ingrandisce. La nostra mente oltretutto non può analizzare e ricordare tutto ciò che ha creato quella situazione, per cui ancor più ci porterà a focalizzare l’attenzione sulle poche cose da cui crediamo sia originato il tutto. L’attenzione a pochi elementi associata alla mancanza di gratificazione portano a generare tutta una serie di risposte elettrochimiche nel corpo che perpetuano e accentuano la sensazione di sconforto, allontanando ancor più dal trovare una soluzione. Se siamo in relazione con animali o bambini tutto ciò avrà ancor più effetto su di loro in quanto più ricettivi alla comunicazione empatica.

Su cosa agire? Come uscirne? Serve progettare la soluzione in modo efficace!

Premesso che ogni individuo è unico e troverà la propria originale formula di soluzione, un modo generale per innescare un cambiamento efficace step by step è composto da cinque punti:

1- smettere di giudicarsi e di parlar male a se stessi. Scegliete bene le parole con cui vi parlate poiché programmano sia il dna, quindi la salute psicofisica, sia gli eventi che si materializzano nelle nostre vite

2- allontanare il pensiero dalla causa che crediamo abbia scatenato tutto, prendere atto che ciò che ci ha portato fin qui è ormai passato e abbiamo una sola possibilità efficace: creare il futuro. Rimuginare il passato è ciò che blocca nella difficoltà, perdonare significa anche spostare l’attenzione dalla colpa all’azione

3- identificare le emozioni da cui vogliamo allontanarci e ciò di cui abbiamo bisogno per farlo. Ancor più importante focalizziamoci sull’intenzione: che cosa ci muove veramente, che cosa desideriamo? Se non siamo onesti con noi stessi non potremo esserlo con nessun altro. Teniamo presente, se siamo in difficoltà all’interno di una relazione, che possiamo essere responsabili ed efficaci solo sulle nostre emozioni e sui nostri bisogni. L’attenzione va concentrata su noi stessi, sul rispondere a ciò di cui abbiamo bisogno noi, nell’adesso. Essere efficaci su noi stessi porta a generare messaggi diversi che inviamo agli altri.

4- creare nuove situazioni, trovare i vantaggi in ciò che viviamo (ci sono sempre), fare cose diverse, cercare collaborazione: sono tutte azioni che generano risultati creativi. Se abbiamo bisogno di nuove informazioni andiamo a cercarle, se abbiamo bisogno di scambiare un punto di vista o se serve comunicare, facciamolo. Pianificare le azioni che possono servire per il cambiamento è essenziale per farci sentire attivi nell’uscire dalla difficoltà.

5- non giudicare i risultati ottenuti, concentrarsi sul sentire: stiamo meglio? qual è l’emozione dominante in noi? possiamo accettarla? verso quale emozione vogliamo dirigerci? continuiamo a ripetere il processo finché l’emozione cambierà, ed avverà se perseveriamo

Il fatto è che, dopo un primo tentativo, molti si arrendono con un “ci ho provato ma non ha funzionato”. Si è provato una cosa e magari quella non ha funzionato, ma ce ne sono molte altre di prove da fare! Così come molti sono gli elementi che creano la difficoltà.

Un passo importante è orientare la propria attenzione ad altro rispetto alla situazione e spesso ciò può accadere anche solo facendo attività fisica: creare fatica nel corpo mette la mente in stato di riposo, anche solo per la chimica che si genera all’interno del corpo stesso.

Nella relazione con gli animali il corpo è poi determinante per i risultati: divenire consapevoli del sé fisico è una tappa fondamentale per migliorare la comunicazione e lo scambio tra esseri viventi, soprattutto con chi è più sensibile ed empatico.

Il problema non è il problema … a fare la differenza è se utilizziamo il momento come opportunità per proseguire al meglio o se ci fermiamo restando in balia della tempesta.

La nostra vita ha i colori che noi stessi usiamo per dipingerla.

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