Manifesto!

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Una rivoluzione è in atto, nel mondo umano e in quello canino. Esseri altamente sociali e competenti a livello empatico, specie che vivono insieme da millenni e che oggi sono in piena rivoluzione, ideologica, culturale, identitaria.

Nella storia il cane è stato visto, trattato, antropomorfizzato in tanti modi. E’ stato paladino o appestatore, collaboratore o competitore. Ancora oggi viene giudicato in tanti modi diversi, trattato secondo ideologie diverse e antropomorfizzato spesso in maniera eccessiva. L’uomo ha attraversato fasi evolutive disparate, al centro e al margine dell’universo, vittima e padrone del mondo. Oggi, la storia continua a ripetersi.

Ma, c’è un ma. Viviamo in questo momento storico in ambienti molto urbanizzati, con lo strumento “tecnologia” che accellera i ritmi di vita, con regole abbastanza decadenti e tanti modi di pensare che non trovano integrazione. La comunicazione prevalente è di tipo violento, basata sul giudizio, sul pregiudizio e sul paragone. Seguiamo modelli e schemi, poniamo all’esterno di noi i riferimenti a cui attenersi per fare delle scelte, anziché dare ascolto alla guida interiore delle nostre sensazioni e dei nostri piaceri. Essere empatici e sensibili è più o meno tacitamente criticato e soprattutto vige la legge del controllo: ogni cosa va controllata, dal conto in banca, alle proprietà, fino alle reazioni e relazioni. Anzi spesso ad essere controllate sono soprattutto le relazioni: le donne hanno modelli precisi di relazioni con se stesse a cui attenersi (peso, forme, appeal, comportamento), gli uomini pure (peso, forme, appeal, interessi), le coppie sono le più ricche di cliché, i bambini non devono essere troppo rumorosi ma comunque vivaci, gli animali devono essere “sereni” ma comunque obbedienti alle richieste umane, l’alimentazione è composta da quello che si trova ai supermercati (e ignoriamo costantemente che nutrendo il corpo nutriamo l’anima ovvero la parte immateriale, pensieri ed emozioni, che attraverso il corpo si esprimono).

Il controllo è applicato su tutto e, per quanto riguarda il mondo cinofilo, quello che si occupa o dovrebbe occuparsi dei cani, è in corso ancora tutta una serie di accesi dibattiti su quale metodo possa garantire il risultato di “sereni ma obbedienti”. Nel mondo umano invece si cerca la formula “liberi ma allineati al sistema”.

Viviamo in un mondo di contrasti, in cui “gli animali sono meglio dell’uomo” ma nessuno conosce davvero né il mondo animale né l’animo umano. Soprattutto nessuno vede più le belle qualità insite in ogni individuo, animale o umano che sia. Proviamo tutti dolore ma non lo vediamo che in noi stessi. C’è sfiducia e disprezzo, l’attenzione si concentra su ciò che non funziona e non va, che spesso diventa dolce culla per deresponsabilizzarsi “cosa mi impegno a fare, tanto le cose non funzionano” oppure per restare in disparte a criticare senza mettersi in azione efficace (e per questo i social sono deleteri!).

Qual è l’ambiente naturale per uomo e cane? Che si sono coevoluti, hanno imparato miliardi di cose da altrettanti miliardi di esperienze … e qualunque cosa pensiate o dica la scienza, chiunque abbia un cane sa che la comunicazione esistente è altamente emotiva e specializzata. Se si tenta di ridurla a schemi, si fallisce. La relazione comunicativa, ciò che i cani comunicano all’uomo e viceversa, non si può che descrivere, cercando poi umilmente di utilizzare ciascuno le proprie capacità per comprendere l’altro. Vale anche per i gatti, i cavalli, i conigli e qualsiasi altro animale con cui l’uomo arriva ad interagire. Ma uomo e cane, che condividono così strettamente ambiente di vita, bisogni, emozione e comunicazione, credo abbiano perso sia un proprio “ambiente naturale” sia un’identità che li guidi a vivere il tempo quotidiano in maniera gratificante. Uomini e cani vivono in condizioni di continuo adattamento. Come affrontare e superare questo stress?

Viviamo in un momento in cui è assolutamente necessario dirigere la propria attenzione e le proprie capacità mentali ed emotive all’accoglienza. Che non sia farsi invadere o permettere tutto, questo è ciò che facciamo adesso, ma che sia accoglienza in cui io valorizzo chi sono, rispetto il mio modo di essere e il mio spazio, così facendo permetto all’altro di fare lo stesso. Ogni comportamento è il frutto di emozioni ed esperienze. Ci dice ciò di cui il soggetto ha bisogno, cosa ha compreso e cosa gli è ignoto e ci dice quale sentire lo guida. Così, l’aggressività guida chi si sente profondamente solo, la tristezza e l’atteggiamento di rinuncia guida chi non crede, l’eccessiva euforia guida chi ha bisogno di sentirsi accettato, e molto altro ancora.

Accogliere significa dare spazio, significa che ciò che sento è ciò di cui ho bisogno, che ciò che mi offre l’altro è anch’esso un bisogno, che ogni individuo merita di essere visto per chi è. Significa uscire dalle dinamiche del controllo e del giudizio, non esistono linee guida di comportamento, è un’illusione, non esiste il “comportamento giusto” e “quello sbagliato”, ogni azione sarà proporzionata a chi sei e a chi è l’altro. Possono a limite esserci solo domande a cui tentare di dare risposte, “qual è l’emozione che ha mosso quella reazione?”, “qual è il bisogno alla base di quel comportamento?”, “quale tristezza fa scaturire quel modo di parlare o di abbaiare?”, “in quale parte di te stesso ti senti ferito per ferire gli altri?”. E le risposte le cerchiamo nell’altro attraverso le esperienze, non nella nostra mente attraverso ragionamenti. Ogni comportamento non è mai responsabilità di altri, dall’esterno arrivano stimoli, la reazione conseguente è il frutto di ciò che è in noi. Responsabilità è “capacità di rispondere” e ogni soggetto risponde con ciò che ha, dentro di sé. Accogliere questo è accogliere, e cambiare, tutto il resto. Perché infine accogliere significa dare spazio a ciò che già c’è: la connessione con l’altro, la comunicazione, l’individualità.

Benessere? Si, in un periodo di rivoluzione come quello che c’è adesso si può disobbedire a schemi e aspettative che non siano allineati con chi si è. Pronti ad iniziare?

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