Di stelle e di sogni, di me e di voi

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Era la notte di San Lorenzo ierisera ma ero stanca, ho letto ancora alcune pagine del libro e sono andata a letto. Mi sono ricordata stamani di fronte al caffè.

E ho iniziato a pensare a quanti sogni, e quante stelle, ho conosciuto finora, in questa vita. Un’immensità. Ciascuna mi ha donato tantissimo. Il mondo vegetale è il più stabile, brilla sempre. Gli altri viventi, animali e persone, hanno una luce condizionabile, purtroppo. I loro nomi stabiliscono la loro identità, ma non è quella che trasmettono. Ad arrivarci è la vibrazione che veicola un linguaggio ben diverso dalle parole, la stessa che veicola la vibrazione che chiamiamo luce.

C’è la luce di persone in cerca, anime che vogliono risplendere e vagano tra tanti lumicini quasi spenti. Non si permettono di illuminarsi troppo, temono di disturbare, ma la loro luce è accesa e quando ne incontrano un’altra simile rifulgono. Si accende il coraggio di mostrarsi, talvolta resta, rinforza la scelta di illuminare chi si è spento o si sta spegnendo, talvolta vince di nuovo la paura di disturbare e la luce si abbassa.

C’è la luce che rifulge di obiettivi da raggiungere, è una luce rossa, forte di rabbia e paura, forte di determinazione e costanza. Ho conosciuto molte di queste luci quest’anno. Si accompagna sempre alla luce del sogno, allo sguardo che va oltre il momento e vede dove sarà domani. La senti da lontano la loro vibrazione, vedi il loro sogno ancor prima delle loro facce e quando li pensi, senti che l’energia nel tuo corpo aumenta. Spesso devono fare un sacco di fatica per convivere con chi viene disturbato da tanta intensità, ma accade che più si tenta di spegnerle e più diventano luminose. Che belle queste luci!

C’è la luce di chi li abbandona, sogni ed obiettivi. Di chi si lascia distaccare dalla forza vitale in nome di ciò che potremmo chiamare “dovere”,”schema” o “fatica”. Così accade, c’è chi ha la luce già spenta e deve nutrirsi di quella degli altri, convincendoli a cedere la loro. Un mondo di luci spente è vantaggioso per pochi. Accade ancora troppo spesso. C’è una luce che risplende forte, densa, viva, e che pian piano si fa flebile, come una vita che muore. Tu da fuori butti legna su quel fuoco, dai polvere, ma ogni luce si ravviva solo da dentro. Senza volontà di esserci, si spegne. E’ la più triste di tutte la luce di chi si lascia spegnere; capiterà di vedere quegli esseri vagare in questo mondo, in cerca di calore perché hanno perso la loro fonte. Si riconoscono, sono rigidi per il freddo, vedono solo ombre perché i loro occhi sono rimasti al buio e sono affetti dalla malattia della critica distruttiva, soprattutto verso se stessi. Potremmo paragonarli alle stelle cadenti.

C’è la luce di chi vuol essere riconosciuto per chi è. Essa brilla forte, è una luce animale, istintiva, che sa a cosa va incontro. Brilla così forte che abbaglia, per cui subisce varie forme di protesta mirata a spengerla o almeno farla brillare meno. L’intensità si abbassa solo per scelta, per affetto: “vuoi che splenda meno? ti voglio bene, lo farò”. Ma sarà sempre una luce potente, indomita, piena della forza vitale che la anima. Per chi la accoglie, insegna ad accettare, insegna a vedere, insegna a sentire.

C’è la luce di chi riconosce gli altri e se stesso, perfettamente in linea con l’essenza vitale. Di chi ha accolto e riconosciuto la propria bellezza perfetta e la vive appieno. E’ una luce multicolore, colorata da tante emozioni diverse, fa passare la gioia e la tristezza, la paura e l’imbarazzo, la rabbia e l’euforia. E’ la luce più “materiale” di tutte, non ammette repliche, o la vivi o te ne devi distaccare.

Ci sono luci artificiali. C’è chi brilla, ma ti accorgi che non è loro la luce che li illumina. E’ una luce riflessa, costruita sulla sabbia, instabile, non è connessa con la vita, ma ad altro che può perdersi da un momento all’altro. Proietta più ombre di quanto non illumini. Crea dipendenza, terrore di esser privati di qualcosa che facciamo solo finta ci appartenga. Genera rabbia e tristezza, perché chi si illumina artificialmente ha la tendenza a divenire completamente artificiale; ma non è strano che tenti di rubare la luce naturale. Si percepisce disperazione, e la luce vitale consiglia di allontanarsi, lasciando di nuovo nella solitudine queste anime.

Ci sono le luci che si stanno spegnendo perché la loro forza vitale è quasi giunta al termine. Alcuni hanno occhi sereni, turbate dal pensiero di far soffrire chi lasciano, altri sono pieni di tristezza o di paura. Le riconosci: nei letti di ospedale ne ho visti tanti, nei rifugi per animali, nei camion diretti ai mattatori, in chi improvvisamente scopre che il corpo si ammala perché si è disconnesso dalla vita. A queste luci va il mio pensiero e il mio sostegno, ogni giorno, e la sera prima di dormire è per loro la vibrazione di parole che potremmo chiamare “preghiera”.

Tutte le luci sono bellezza perfetta. Ogni essere vivente ha la propria luce, così unica e perfetta, che ogni volta che se ne spegne una, il mondo muore in un suo pezzo. Risplendere, rifulgere, brillare, è la responsabilità di esprimere la forza vitale che ci è stata donata. Fino a quando, non si sa. Nel corso della vita molti si lasciano spegnere, per poi essere terrorizzati dalla paura di morire. Che paradossi si incontrano.

Tutte le luci, anche quelle spente, anche quelle che calano di intensità, possono risplendere al massimo, basta volerlo. Volerlo significa godere di questa vita e se leggendo vi arriva la sensazione che sia difficile … beh, è il momento di riaccendere la vostra luce. Alzatevi e uscite, lasciate il cellulare a casa, andate a fare una cosa che vi piace senza che ci sia un perché. E’ un buon inizio per ravvivare la fiamma.

Stasera guarderò le stelle. Non ho desideri da esprimere, sono solita dirli a me stessa di fronte allo specchio e poi attivarmi per realizzarli (chi mi conosce credo possa confermare). E cerco di aiutare altri a fare altrettanto, sono qui per questo. Però guarderò le stelle, per ricordarmi che sono solo di passaggio in questo mondo e che sono un punticino nell’infinito, come ce ne sono tanti. Infine perché mi affascinano, trovo bellezza in quella scia luminosa che compare solo per un istante. La vivo come un dono.

Perché in fondo che cosa sono le stelle? Fuoco che brucia e che pulsa e che, volendo, in un’immagine poetica o solo anatomica, potremmo paragonare al nostro stesso cuore elettrificato e pulsante.

Grazie a te, che ci sei e sei per me un dono, esattamente come le stelle di stasera.

 

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