I tre fattori chiave della Relazione Uomo-Cane

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Ogni comunicazione si definisce efficace quando il messaggio emesso o ricevuto veicola completamente e integralmente il contenuto per cui era stato generato, senza interpretazioni o distorsioni. Nella relazione tra uomo e animale in tali errori ci si casca spesso poiché l’utilizzo di linguaggi e segnali diversi è facilmente fonte di incomprensioni, a cui si cerca di sopperire interpretando. Sono momenti fisiologicamente normali e sani poiché il fine è capire l’altro. Ma cosa farlo in modo efficace?

Esistono degli elementi che si ripetono in ogni comunicazione relazionale, presenti in ogni momento quotidiano, che ho chiamato fattori – chiave. Sono tre:

  1. la comunicazione passa attraverso il linguaggio del corpo. Ogni gesto, postura, espressione, i suoni che emettiamo, la posizione del corpo nello spazio, sono l’espressione di ciò che vogliamo, chiediamo, pensiamo, permettiamo. Il corpo si muove su stimolo del sistema nervoso, che analizza e risponde agli stimoli provenienti dall’esterno. Ogni complesso di azioni lo chiamiamo comportamento ed è l’espressione visibile di quello che in noi è entrato … ed uscito, di ciò che veramente è stato ricevuto e dell’effetto che ha prodotto
  2. i rinforzi che contano sono veicolati dall’attenzione. Tutto ciò a cui poniamo attenzione, in positivo (approvazione, gioia, …) o negativo (disapprovazione, rabbia, …) diviene maggiormente influente anche per chi e in chi ci osserva. Ogni giorno, ogni istante, rinforziamo comportamenti di altri e veniamo rinforzati dagli atteggiamenti di altri. Spesso non ne siamo consapevoli, lo diveniamo iniziando a porre, appunto, attenzione a ciò che facciamo e a quali effetti suscitiamo
  3. la comunicazione emozionale è indice della coerenza con noi stessi. Le emozioni sono chimica nel corpo, che lo influenzano all’interno, cambiandone l’odore, e all’esterno, cambiando le vibrazioni emesse dal corpo stesso. I pensieri, in quando attività veicolata da impulsi elettrici, emettono anch’essi vibrazioni, così come i nostri stati d’animo. Quando le vibrazioni emesse dai nostri pensieri, dalle nostre emozioni e le azioni che divengono visibili non sono in sincronia, nell’animale si genera confusione e possibile diffidenza. Per gli animali la coerenza tra ciò che pensiamo, sentiamo, diciamo e facciamo è fondamentale per creare relazione e rispetto. Possiamo inventarci cosa volete, condizionare e manipolare, ma questo assunto non cambia. Solo connettendoci ed accettando le reali intenzioni ed emozioni che ci muovono possiamo creare un vero collegamento comunicativo ed emotivo con l’altro, soprattutto con l’altro animale; esso sarà sempre più capace di percepire, e incapace di ignorare, tali percezioni sensoriali.

Imparare a comunicare in modo efficace è molto importante. Sulla base delle informazioni che acquisiamo, costruiamo l’idea che abbiamo dell’altro, delle sue motivazioni, dei suoi bisogni. E basiamo le nostre risposte su tali credenze; se saranno corrette le risposte saranno adeguate, altrimenti esiste il grande rischio di generare costantemente incomprensioni. Ciò accade spessissimo con i cani, che vivono con noi, affrontano esperienze di vita con noi, da loro ci arrivano tante informazioni, in più abbiamo bisogno di creare collaborazione per convivere, generando spesso fin troppe interpretazioni nel tentativo di capire e capirsi meglio. I cani finiscono per trovarsi semplicemente in mezzo a chi sono e cosa vogliono per se stessi e chi siamo e cosa vogliamo noi da loro. Compromessi, scambi, spesso di difficile comprensione e gestione, in cui a farne le spese è l’individualità del soggetto, la natura unica, i bisogni, le emozioni. Anche perché moltissime persone sono distaccate dal proprio sentire, che rende più difficile il sentire veramente anche l’altro.

Il consiglio più semplice è solo uno: osservate con calma. Lo fate per loro, lo fate per voi. Datevi tempo di vedere come e quando un soggetto agisce in un modo piuttosto che in un altro. Non ci sono “manuali per l’uso” canino, possono esserci segnali a grandi linee validi per più soggetti, ma il significato è davvero molto generico e il rischio dell’interpretazione altissimo. Osservare ci permette di creare una “mappa” di chi è quel soggetto, quando mostra un’espressione, quando fa una richiesta, piuttosto che altro. E di poter così esser compagno o sostegno nelle varie situazioni. Senza necessità di costringere, condizionare o manipolare. Poiché come non piace a noi essere trattati come burattini, credetemi, non piace nemmeno a loro. I cani, ma anche tutti gli altri animali che vivono a contatto con l’uomo, vogliono essere riconosciuti per chi sono e integrati, non costretti, nelle nostre realtà. E solo così si può iniziare a parlare di relazione, oltre che di comunicazione efficace.

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