In salute e in malattia, finché comprensione non le separi

 

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Ogni giorno il corpo degli esseri viventi produce scambi biochimici ed energetici, sia all’interno del corpo sia con l’esterno.

In condizioni di equilibrio questi scambi sono efficaci, ovvero trattengono ciò che nutre il corpo ed eliminano ciò che non serve o lo intossica.

Si possono tuttavia creare delle condizioni per cui l’equilibrio si rompe, in cui il sistema biologico, in particolare il sistema immunitario, non è più in grado di svolgere il suo compito.

Perché accade questo? I fattori sono molteplici e tra i principali ci sono:

– cattiva alimentazione: è possibile che il corpo non riceva i nutrienti giusti per scambi biochimici efficaci. Introdurre cibi inadeguati, carenti, raffinati, carichi più di sostanze chimiche artificiali che di molecole nutritive, produce l’effetto di sentirsi sazi senza essere nutriti

– intossicazione cellulare: sappiamo oggi che le cellule del corpo sono “senzienti” ovvero sono in grado di ricevere messaggi dal corpo e ad essi rispondere. Le cellule accolgono principalmente gli impulsi che arrivano dal sistema nervoso, sono ricettive di messaggi vibrazionali. Tali messaggi determinano le sostanze che la cellula decide di far entrare o meno al suo interno (per chi volesse approfondire consiglio i libri di Bruce Lipton) da cui consegue equilibrio o disequilibrio, salute o malattia. Ogni cellula in pratica ha la capacità di discriminare cosa le è utile e cosa è inutile e tale capacità varia a seconda dei messaggi vibrazionali che riceve

– l’influenza di credenze, emozioni, convinzioni: il dialogo mentale umano produce stimoli nervosi che giungono in tutto il corpo. “Identificarsi” in alcune credenze e convinzioni, significa che alcuni pensieri possiedono tutta la nostra attenzione e generano precise emozioni, in un processo estremamente influente sulla quantità e tipologia di messaggi vibrazionali che programmanno le cellule del corpo

In pratica siamo in continuo scambio di prodotti, col nostro mondo interiore e col mondo esteriore. Difficile è capire la qualità di questi prodotti trattandosi principalmente di nutrienti o tossine invisibili.

Possono dircelo sia il nostro corpo, attraverso disagi e sintomi, sia gli animali che vivono con noi, particolarmente sensibili ai messaggi vibrazionali nell’ambiente e ai cambiamenti chimici del nostro corpo.

Ciò costituisce una grandissima opportunità per migliorare la vita di tutti quanti, la nostra, quella di chi vive con noi e tutto il pianeta in generale. Prendendo consapevolezza di quali sono i messaggi che inviamo agli altri, di quali pensieri dirigono la nostra attenzione, dell’emozione a cui più spesso permettiamo di influenzarci, prendiamo consapevolezza di come decidiamo di nutrirci, di cosa accogliamo e di cosa rifiutiamo. Se pensiamo costantemente a tutto ciò che non va in questo mondo, ai torti subiti, alle ingiustizie sofferte, ai difetti che pensiamo di avere, alle mancanze, stiamo nutrendoci di tristezza, pessimismo, scoraggiamento. E produrremo un campo che nutre altri di queste stesse sensazioni. Se orientiamo l’attenzione alle cose belle che ci sono, che abbiamo, la presenza di chi amiamo, un abbraccio, la salute fisica, i sogni che ci animano, il cibo sulla tavola ogni giorno, stiamo nutrendoci di amore, gratitudine, gioia. E faremo in modo che chi ci è vicino senta il calore della nostra presenza. Ci sono un sacco di cose (generalmente molto belle) che diamo per scontate mentre ci angustiamo su molte altre che sono variabili e non sotto il nostro diretto controllo, che conosciamo solo in una versione riportata da altri, magari non vissuta come esperienza nel presente.

Oggi la condizione maggiormente presente è l’ansia. Si tratta di uno stato interiore di allarme, di un preciso campanello che suona a comunicarci che qualcosa non va. Occorre chiedersi a cosa stiamo dando o non dando attenzione e perché. Possiamo iniziare semplicemente facendo attenzione a cosa pensiamo e come parliamo a noi stessi. Se ci ripetiamo varie volte al giorno “sei incapace di” come possiamo accorgerci di tutte le cose che ci riescono bene? Se abbiamo fatto nostro un giudizio dato da altri come può essere “non finisci mai ciò che inizi” come potremmo sperare di provare gratitudine ed entusiasmo verso il nostro lato creativo, verso il processo di tentativi e scoperta che abita in ogni essere vivente e ci permette di scoprire chi siamo? Se ci giudichiamo e ci paragoniamo saremo costantemente rigidi verso noi stessi. Ma la vita è cambiamento, è flessibilità. E se giudico me stesso, se non vedo davvero la bellezza che abita in me, come posso riuscire a vedere veramente chi è un altro individuo, la sua bellezza?

Le neuroscienze ci hanno mostrato come ogni emozione, in quanto veicolata da precisi neurotrasmettitori, abbia organi-bersaglio che più facilmente accumuleranno i messaggi portati da quei neurotrasmettitori. Il nostro corpo ci parla.

Gli animali sono in grado di sentire il campo vibrazionale generato dai nostri pensieri e dalle nostre emozioni e ad esso rispondono comportandosi in un modo piuttosto che in un altro, sviluppando alcune caratteristiche piuttosto che altre. Le vite degli individui si intrecciano perché si attraggono reciprocamente (facciamo tutti parte di una grande campo energetico universale), quindi sebbene ognuno porti in sé le impronte e le memorie del corpo, le caratteristiche fisiche, percezioni e proiezioni uniche e irripetibili, e le esprima e le comunichi in modo particolare, la connessione è data da come scambiamo tutto questo.

E anche noi siamo capaci di sentire quei campi vibrazionali: insieme agli animali e in natura iniziamo a “sentirci bene” senza neanche saper spiegare perché; accanto ad alcune persone che ci riempiono di lamentele ci capita di sentirci stanchi e privi di energie, senza neanche saper spiegare perché.

A questo punto va detto che la nostra mente razionale, cosciente, è quella che influenza meno di altro le nostre scelte. Noi crediamo di prendere decisioni razionali ma in realtà ciò che arriva alla parte cosciente è già stato sentito, analizzato, confrontato e scelto. Per cui noi attuiamo la scelta sulla scelta. Connettersi alle proprie sensazioni e osservare a cosa diamo attenzione ci apre alla possibilità di scegliere davvero. Di capire cosa vogliamo e come e soprattutto perché. Ci permette di generare la propria intenzione (che è diversa dalla motivazione).

Un esercizio utile è porsi la domanda “cos’è che do per scontato in questa situazione?”. Provate ad elencare tutti gli elementi che fanno parte di una situazione mettendo attenzione a ciò che vi sembra che sia immutabile, indiscutibile. Poiché ciò che ci sembra immutabile è la credenza stessa che sorregge un pensiero, dei comportamenti, varie scelte. Potrebbe anche essere difficile riconoscere quel particolare elemento. Un esempio: mesi fa mi sono trovata a chiedermi il motivo per cui alcune delle indicazioni che fornivo relative al linguaggio dei cani non venissero facilmente comprese dai loro compagni umani. Nell’elenco delle componenti la situazione c’erano: parole usate per comunicare con la persona, chiarezza delle spiegazioni, grado di facilità/difficoltà delle attività pratiche. Avevo cercato di migliorare questi elementi, poi mi sono accorta della credenza. L’elemento che non avevo nemmeno considerato era “grado di conoscenza del proprio linguaggio del corpo” relativo alla persona stessa. Stavo dando per scontato che ogni persona conoscesse il perché dei propri comportamenti, dei propri gesti. E così non era. Da quando ho introdotto sessioni di osservazione e informazione propriocettive, le cose sono cambiate.

Siamo esseri in continua relazione e scambio. Persino il cervello stesso è stato definito un organo relazionale. Divenire consapevoli di cosa scambiamo, della qualità di questo scambio, ci permette sia di migliorare il nutrimento del nostro corpo sia di rifiutare tutto ciò che ci intossica, ci toglie le emozioni gratificanti e ci orienta verso scelte inefficaci per il nostro benessere. E se amate gli animali vi accorgerete di quanto cambi il loro comportamento nel momento in cui la relazione con noi stessi e col mondo si orienta verso l’equilibrio benefico. In sostanza si tratta di scegliere se dare o togliere il dono immenso del benessere, a voi e a loro.

“Abbiamo imparato che ad ogni situazione del nostro vissuto corrisponde uno schema di pensiero, che la precede e la mantiene tale: sono infatti gli schemi ricorrenti a creare le nostre esperienze. Dunque, cambiando gli schemi, possiamo cambiare anche ciò che sperimentiamo”

L.Hay

” La vera salute, e l’unica felicità possibile in questa vita, si ottengono curando le nostre paure più profonde e perdonando noi stessi per non essere all’altezza delle nostre stesse aspettative”

A. Simone

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