SINCRONICITA’ DELLA VITA: LA BELLISSIMA STORIA CHE UNISCE ASSO, BARBARA, BRUNA, GIO E VALENTINA

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Barbara è la compagna umana di Asso, giovane beagle, un anno compiuto a Dicembre 2017. Nel gennaio 2018 Asso inizia a presentare sintomi e disturbi fisici che vengono diagnosticati come “toxoplasmosi” in un primo momento, ed “epilessia” successivamente. Nonostante le cure, sintomi e crisi non passano. Iniziano mesi di visite mediche, analisi, cambiamenti di dieta, farmaci, integratori. Barbara si informa con tantissime figure mediche e professionali, ciascuno porta il suo prezioso contributo. Mercoledì 29 agosto Barbara mi chiama la mattina, Asso sta male, crisi continue. “Andiamo dal veterinario” mi dice. Io non me la sento, altre volte andare in clinica non è servito ad altro che a farci passare qualche ora sulle sedie della sala d’aspetto. “Andiamo a fare una passeggiata” propongo io. Salgo in macchina, raggiungo Barbara e insieme a Asso e Paglia andiamo in mezzo al verde. Parliamo, utilizziamo una tecnica di rilassamento. Asso ha altri due attacchi, ma è vivace, addirittura scappa via per inseguire la sirena di un’ambulanza. Ci salutiamo a fine mattina e le crisi sembrano interrompersi. Fino a metà pomeriggio, quando Barbara mi dice che Enrico, il suo compagno, sta portando Asso in clinica veterinaria perché le crisi erano ricominciate e non si interrompevano. Do la buonanotte a Barbara mentre Asso è in clinica, resterà lì e verrà sedato, come già accaduto altre volte. Ci diamo appuntamento per la mattina successiva, insieme dobbiamo presentarci ad un appuntamento importante. “Son due volte che provo a chiamare in clinica“, mi dice al nostro appuntamento delle 8.30 del 30 agosto “ma il telefono sembra come staccato oppure non mi risponde nessuno. Andiamo, se fosse successo qualcosa mi avrebbero chiamata, riprovo più tardi“. L’appuntamento occupa metà della nostra mattina, va tutto bene, ci salutiamo verso le 11.00. Ma poco dopo mi richiama Barbara “Asso è morto“. Un fulmine a ciel sereno, il respiro che si ferma per un lungo istante. “Arrivo, andiamo a prenderlo“. Disdico l’impegno successivo e ci rechiamo in clinica. Scopriamo qui che Asso ha smesso di respirare durante la notte ma, come era accaduto la mattina a Barbara, i veterinari non erano riusciti a comunicare con lei, il suo telefono risultava disattivo. Controlliamo il numero, controlliamo i telefoni, funziona tutto. L’appuntamento sarebbe saltato, ed era molto importante; Asso lo sapeva.

Due giorni dopo mi trovo a parlare con Valentina, anche Bruna, la sua breton compagna di vita, sta male e ci sono fatti accaduti nelle ultime settimane che hanno generato tristezza e confusione. Ci ripromettiamo di vederci, intanto sto in contatto a distanza con entrambe. Bruna è serena, Valentina spaventata. Giorni col fiato sospeso, incertezza, un cambio di clinica e poi, il 4 settembre, di nuovo quella frase che nessuno vuol sentire: “è morta“. Quando ci vediamo per discutere della situazione, è tardi. Ma emozioni, sensazioni, aspettative, desideri escono fuori. E hanno un centro di equilibrio che si chiama Gio.

Gio è un cucciolo di cocker fulvo nato con un’importante disfunzionalità fisica alle zampe posteriori, letteralmente piombato nella vita di Valentina due mesi prima.  Tra i due si è creato un forte legame. In questo periodo lei e molte altre persone hanno fatto per il piccolo Gio grandi cose, tanto che lui, sostenuto da una personalità assolutamente solare, affettuosa e vivace, cammina e saltella felice. La sua presenza ha però destabilizzato gli equilibri in famiglia, Bruna lo tollerava ma senza accettarlo completamente, Leo, l’altro breton di famiglia, di Gio non ne vuol sapere. Sono stati mesi particolari, sono accadute molte cose, sensazioni, parole, emozioni, equilibri che cambiano. Ma adesso che si fa? Bruna ha lasciato la sua famiglia in condizioni di incertezza, oltre al dolore per la sua assenza ci sono sfide da affrontare. Valentina prova la convivenza tra Leo e Gio ma i due cani non si capiscono.

Io, in contatto sia con Barbara che con Valentina, non avevo incontrato Gio fino a qualche giorno fa. Appena lo vedo mi salta evidente una possibile soluzione … ma i dolori sono recenti, le incertezze tante. Tuttavia …

Sabato 8 settembre chiamo Barbara al telefono. “Ho bisogno che mi aiuti a trovare famiglia per un essere speciale” le dico. Lei mi ascolta, mi lascia raccontare e poi, con una tono di voce incerto e speranzoso al tempo stesso, chiede “credi che potrebbe stare anche da me?“.

Chiamo Valentina, domenica 9 settembre ci incontriamo. Presentazioni, conoscenza, parole, racconti, condivisioni. Il lunedì siamo di nuovo tutte insieme, e in Valentina è maturata una scelta coraggiosa “se starà bene, e credo che sarà così, amato e accettato dall’intera famiglia, Gio verrà a stare da te“. Le scelte dei cuori buoni, dei cuori grandi, che mettono da parte l’ego per il bene dell’altro. Nuovi racconti, nuove condivisioni, per sincronicità emergono coincidenze significative nella vita di Barbara e Valentina.

Martedì 11 settembre, il pomeriggio, si festeggia il compleanno di Barbara … e la partenza di Gio. Valentina è serena, Barbara entusiasta, io contenta come la mattina di Natale. Le osservo, due donne, due mamme adottive, che si passano le consegne non solo delle cure che Gio deve proseguire, ma dell’amore che provano per lui, del filo che adesso le lega.

E la storia mica finisce qui ! Barbara e Valentina diventeranno Mediatrici della Relazione Specchio® e chi sarà il loro più importante collaboratore? Proprio Gio, l’essere speciale che ha creato scompiglio per portare nuovi equilibri, nuove consapevolezze, più amore, negli intrecci di vita di più persone.

Barbara e Valentina sentiranno sempre la mancanza dei compagni di vita scomparsi, ma legate dal piccolo Gio e grazie a tutto ciò che è emerso da queste vicende, posso dire che stanno già camminando in questa vita con prospettive più ampie, nel pieno fluire di quella vita che ci coinvolge e ci lega tutti gli uni agli altri. Perché la vita è un flusso, composto di tantissimi elementi. Quando eventi si incontrano possono generare equilibri di tanti tipi, basati sulla mancanza, la perdita, il rancore o sul sentire, sull’accogliere, sul permettere. Barbara e Valentina hanno affrontato la sfida prima di tutto con se stesse, col loro stato emotivo e le loro ferite e poi hanno scelto di guardare all’opportunità che la vita aveva messo loro davanti: accogliere di nuovo la vita stessa. Restare nella mancanza crea nuova mancanza, scegliere di accogliere crea accoglienza e nuovo amore. Le due donne hanno scelto di guardare a ciò che c’è, consapevoli del dolore che si porteranno dentro. Ma così facendo il dolore si dissolve nella felicità di nuovi passi, nuove emozioni e nuove avventure da vivere.

Per tutti noi ci saranno sempre eventi del passato che, visti nell’ottica del presente, potevano “andare in un altro modo”. Ci sono e ci saranno sempre ferite che fanno male, vuoti che restano tali. Ma il passato non può essere cambiato, perché in quei momenti abbiamo fatto del nostro meglio per chi eravamo in quel momento, con le informazioni e le emozioni che ci appartenevano in quel momento. Si può però guardare a chi siamo diventati, anche grazie a quelle esperienze, e concentrarsi sull’oggi. Guardare indietro e giudicare, giudicarsi, può generare solo dolore. Certo, da eventuali errori si può imparare. Senza giudicarli però, guardando al passato come all’opportunità che abbiamo avuto per imparare. Orientare la propria attenzione significa decidere di cosa e come nutriamo il nostro mondo interiore, la nostra mente, le nostre emozioni. Che guidano poi le nostre azioni. Nutrici di risentimento, rabbia, tristezza, non può portare che ad altre situazioni ed emozioni simili. Nutrici di speranza, possibilità, creatività, fiducia genera nuove condizioni, diverse possibilità.

Buone scelte a tutti noi e Grazie ai protagonisti di questa storia per ciò che ci avete mostrato.

“Non sono le tue capacità a dire chi sei. Sono le tue scelte” J.K. Rowling

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