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Sono passati un po’ di giorni dall’ultima volta che sono riuscita a scrivere sul blog. L’estate, con le belle giornate, lunghe e calde, ha ceduto il passo all’autunno, al settembre in cui si ricomincia con le attività, le difficoltà quotidiane, i progetti per i mesi futuri.

Ho ricominciato con le consulenze, ho inaugurato gli eventi formativi, ogni giorno incontro animali straordinari e persone bellissime, insieme investiamo tempo ed energie nell’osservare dubbi, incertezze, emozioni disturbanti e volgerle ad una condizione che gratifica e soddisfa molto di più. Insieme viviamo nuove avventure, divertenti ed emozionanti.

Tanti casi diversi, espressioni, voci, sogni. Tanti doni, tanta condivisione. Ne esco sempre grata e ad ogni giornata in cui riesco in qualcosa, vorrei fare ancora di più.

Le mie attività possono raccontarle bene chi le prova poiché sono complesse. Posso dire che metto in pratica le conoscenze sulla relazione e sulle neuroscienze, fornendo strumenti per capire la propria realtà e vivere in modo respons-abile, ovvero praticando azioni abili a generare emozioni gratificanti e a comprendere le emozioni disturbanti. Il cuore di tutto è: stare nelle emozioni, stare nelle proprie scelte, essere grati a noi stessi.

Poiché emozioni arrivano continuamente da noi stessi, dagli altri, dalla nostra storia.

Emozioni arrivano anche dalle vicende del mondo: in questi ultimi giorni l’incendio del monte Serra, il cuore dei monti pisani, un luogo in cui la maggior parte di coloro che sono nati in questa zona conoscono e amano, ha devastato la natura, distrutto vite, straziato i cuori. Io ne sono stata pienamente travolta e, di riflesso, Marley è giù di tono, con un malessere che non si identifica bene da martedì mattina. D’altronde è l’anima a me emozionalmente più collegata.

Guardo intorno a me e, se da un lato vedo che ci sono tantissimi strumenti, alla portata di tutti, per comprendere e migliorare le condizioni di vita, da un altro lato osservo e capisco che ogni essere vivente ha il suo viaggio da vivere. Ci creiamo punti di certezza, ci appoggiamo a convinzioni e credenze, fino a quando la vita non torna a ricordarci che viviamo tutti in un flusso. In cui non esiste il “mio” e il “tuo”, esiste l’interconnessione, poiché anche se ci sembra di essere separati siamo tutti quanti connessi dalla stessa energia, le stesse vibrazioni, lo scambio di emozioni, l’influenzarsi per i comportamenti, gli avvenimenti, le scelte. Viviamo nell’era della velocità, del tutto e subito, nell’illusione di poter avere una “stabilità” creata dal benessere, dal comfort, dal non mettersi in discussione, dal giudicare gli altri, dal “fare il mio”. Mentre il flusso della vita, che è continuo cambiamento, che è connessione col tutto, continua a tornare a ricordarci che le scelte che facciamo creano non solo il nostro mondo, ma il mondo in generale.

L’odio, l’intolleranza, la prevaricazione, il giudizio, le credenze sull’abnegazione, il risentimento, l’amore condizionato, creano moltissimi comportamenti di timore, chiusura e rifiuto, visibili nei loro riflessi: c’è sempre meno il darsi il buongiorno, si cercano facili soluzioni anziché porsi domande, c’è molta prevaricazione nelle relazioni, c’è il lamentarsi anziché il sostenersi. Anziani, bambini, cani, cavalli, un po’ tutte le fasce meno influenti e meno capaci di imporsi, devono “fare ciò che gli chiedo”, “non disturbare” e/o “essere educati” in cui educazione significa essere allineati a modelli prestabiliti, regole decise da altri. Ci affanniamo per rispondere agli eventi della vita, spesso utilizzando il controllo e l’iperattenzione. Fino ad una certa soglia è una risposta biologica al sopravvivere; poi diviene una modalità di relazionarsi al mondo, agli altri, a noi stessi, disfunzionale, senza empatia. Gli individui, da soggetti divengono oggetti. Piena dimostrazione ne danno gli animali-cibo: oggi moltissime persone sanno cosa sono e cosa avviene negli allevamenti intensivi, ma anziché fare scelte determinanti per cambiare queste realtà, ci si chiude gli occhi. Sono ben consapevole che c’è “un sistema” molto più grande dei singoli … ma quel “sistema” è formato dalle scelte di quei singoli e di molti altri.

Applicare consapevolezza, divenire consapevoli, non significa andare in giro con l’aureola in testa predicando l’amore fraterno o “sapere tutto”. Anzi. Significa sentirsi umanamente vivi e fragili, significa mettere attenzione in ciò che facciamo e soprattutto sul perché. Possiamo farci domande sul perché utilizziamo alcune parole anziché altre, perché un certo tono di voce, perché mi alzo la mattina già stanco, di che colore è la mia giornata, perché dò spazio alla rabbia anziché alla gioia, perché non ci ringraziamo per ciò che facciamo, perché non vedo negli altri le mie stesse emozioni, perché credo di dover lottare per il merito di essere amato/a.

Ci sono tante credenze e pochissima attenzione a quel che viviamo davvero. Gli animali, soprattutto quelli che vivono nelle case, ce lo ricordano continuamente con i loro comportamenti, le loro malattie. Peccato che spesso vengono semplicemente interpretati e etichettati.

Io credo nell’informazione e nella presenza. La mia scelta non è quella di vivere attraverso ciò che faccio, ma di prendermi cura di quello in cui credo e condividere ciò che so. Credo nella collaborazione, ignoro la competizione. Credo nel sostegno reciproco e nella crescita possibile, nella bellezza di ogni individuo. E questo porto avanti, la mia attenzione è sulla convinzione che un mondo migliore non solo è possibile ma già esiste. Io lo vedo ogni giorno. E va nutrito per farlo crescere. Come? Attraverso pensieri ed azioni, attraverso le vibrazioni delle nostre emozioni. Pensi con giudizio, crei rifiuto. Pensi con amore, crei rispetto. Pensi prendendoti cura di te stesso, crei accoglienza e accettazione. Pensi con rabbia, crei distruzione.

Spero che sempre più anime pongano intenzione a condividere il nutrimento benefico anziché quello della separazione. Il monte bruciato, stampato nel mio cuore, mi ha ricordato questa lezione: non dare nulla per scontato, mettere attenzione al presente, nutrire il mondo che già c’è per farlo crescere e ricrescere, ancor più bello e rigoglioso.

Non sono gli altri, siamo noi. Sei tu, ogni cosa che vivi è frutto di una tua scelta. Metti attenzione a quale essa sia, a come ti senti, a cosa ti senti in dovere di fare e a cosa invece vorresti fare. Quale vita ti stai impedendo di vivere? Quali emozioni? Là troverai la risposta.

Qualsiasi sia il tuo ruolo o i tuoi ruoli in questo mondo, puoi utilizzarlo/i in tanti modi: per far crescere altri o per farli sentire mancanti, per essere esempio di amore o generatore di paura e rabbia, per accogliere o criticare. Ciò che fai nutre il mondo, portando la vita o portando la morte.

Non è mio solito mettere attenzione alle mancanze. Perché so bene che porre attenzione alla mancanza crea e rinforza la mancanza stessa. Ma in alcuni momenti non posso essere cieca. Ci sono momenti in cui l’attenzione va dove c’è bisogno che vada, ovvero al bisogno di divenire responsabili dei propri pensieri, delle proprie azioni, e di ciò che esse generano.

In questi giorni si sta svolgendo il congresso italiano di Yoga della Risata. No, non sono tanti perditempo che hanno scelto di ridere perché non hanno altro a cui pensare. Questo significa tapparsi gli occhi di fronte alle possibilità e alle scelte coraggiose (che tu magari non sai fare). Sono persone che soffrono e amano come tutti, ma scelgono di agire sul mondo attraverso la risata incondizionata ovvero quella che nasce dal connettersi con la gioia che abbiamo dentro per nostra stessa natura. Mettono attenzione e azione alla bellezza.

Le azioni disastrose sono il frutto di folli è vero, ma come esistono anime ricettive e sensibili al piacere e all’accoglienza, così esistono anime ricettive e sensibili al dispiacere e al rancore.

Il fulcro è ancora là: dove metti attenzione? cosa scegli di fare ogni giorno?

Mentre ero con Brando, il cavallo mio partner, è passato vicino a noi un gregge di pecore. Brando si è spaventato e mi è venuto spontaneo osservare “che strano che abbia paura delle pecore”. Sergio, la nostra guida – istruttore, mi ha risposto semplicemente “finché non capisce cosa sono e che non sono pericolose non potrà smettere di avere paura”. Verità.

E così accade a noi, solo con l’esperienza attenta, presente, e facendoci domande cercando le risposte insieme a chi ci aiuta a trovarle, scopriamo il mondo, per come lo viviamo. Non abbiamo bisogno di chi ci dà le risposte, non saranno mai le nostre. Non abbiamo bisogno di credere di dover soffrire, siamo qua per vivere e abbiamo la gioia dentro. Sperimentando ciò che davvero ci piace e ci dispiace, ciò che ci fa gioire, ci rattrista, ci fa arrabbiare, ci spaventa, creiamo la nostra individuale e unica mappa del mondo. Diversa per ogni essere vivente. L’essere umano odierno è spinto a vedere ciò che “funziona” e ciò che “non funziona” secondo l’ottica del “risultato”. Ci siamo spostati sull’ottenere, allontanandoci dal sentire, ma un cambio di rotta è possibile in ogni momento.

La natura e gli animali ci ricordano che ci vuole tempo. Tempo per imparare, tempo per vivere, tempo per morire. Tempo per conoscersi, tempo per organizzarsi, tempo per riposarsi, tempo per far uscire la gioia e il dolore. Tempo per riflettere, tempo per muoversi.

Tutti abbiamo tempo, anche se crediamo che non sia così. Abbiamo 24 ore al giorno, le stesse per ogni essere vivente. Scegliere dove mettere attenzione in questo tempo, scegliere i pensieri, scegliere quale emozione nutrire anche attraverso la volontà, fa la differenza.

Tu, veramente, da che parte stai?

Da quella di chi brucia la vita con la rabbia, il giudizio e il disprezzo o da quella di chi si impegna per nutrirla attraverso la gentilezza, l’empatia e l’esempio amorevole?

Quando lo sai, dirigi là le tue azioni. Non sarai solo, in un caso e nell’altro. E ti accompagnerà sempre la consapevolezza di ciò che crei in questa esistenza, che tu lo voglia o no. Se non sarà cosciente questa consapevolezza, te lo dirà il tuo corpo e i tuoi animali, la vita stessa.

Buon viaggio, augurandoti ottime scelte e buona intenzione-attenzione.

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