23 e 24 dicembre, a casa con l’influenza.

Peccato, avevo programmato tutta una serie di visite ad amici per auguri e regali, erano due giorni ritagliati appositamente. Ma sono grata al mio corpo per aver atteso proprio questi due giorni, ed averli utilizzati per resettarsi, per recuperare, per fermarmi.

Sono a casa da sola, il mio compagno è a Roma dalla famiglia. Sola in realtà è un parolone, siamo in tanti qui!

Ne ho approfittato per fare con lentezza cose che faccio normalmente di corsa. Rassettare casa, cucinare, prendermi cura con attenzione dei compagni di vita. Dedicarmi a pensare con calma a dei progetti.

E a pensare al Natale ovviamente. Alle persone per cui non è un periodo felice. A chi preferirebbe una fuga al pranzo coi parenti. A quale significato riveste questo periodo dell’anno. Perché fin da piccoli ci dicono che “se sei stato bravo Babbo Natale ti porta i doni” e “a Natale si è tutti più buoni”. Ma cosa significa? 

Ognuno di noi sa dentro di sé che cosa “è giusto” per se stesso, ovvero che cosa ci fa stare bene. Però spesso quel nostro stare bene incontra i “no” degli altri, che lo sostituiscono con il loro concetto di “stare bene” ed “essere buoni”. Così ci snaturiamo, facciamo ciò che ci viene chiesto mettendo da parte il nostro sentire. E passano gli anni. E tutto quel che abbiamo messo da parte si colora di tristezza o di rabbia o di paura perché sentiamo di morire ogni giorno un po’ di più. Il Natale diventa il culmine, la festa del martire, accontentare i parenti per il pranzo, gente che non vedi mai durante l’anno e poi ti tocca passarci quelle sei ore a tavola. Persone che non apprezzi nemmeno per lo smalto alle unghie che scelgono e poi tocca sorridere e, persino, fargli il regalo. E parliamo anche dei regali, anziché essere doni voluti, cercati, desiderati, divengono giochi di equilibrio tra un “qualcosa di carino” e “voglio spendere poco”, perché quel dono è solo un obbligo in realtà.

Ecco quindi “essere più buoni” è diventato nel tempo ”sii ipocrita”. Forse per questo tanti odiano il Natale.

Per quel che mi riguarda, deludendo mille volte un sacco di aspettative, ho fatto di testa mia. Quel sentire messo da parte, negli anni si era trasformato in troppo malessere, così anni fa sono scappata da tanti obblighi, e anche se a colpi di occhiatacce e critiche altrui, ho scelto di liberare e fare quel che è bello per me.

Così ho riscoperto la bellezza, anche del Natale. Donare davvero a chi ho voglia, stare con le persone quando e se ne ho voglia, donando soprattutto vera presenza. E da quel giorno ho avuto voglia pure di portare la mia esperienza in giro.

Questi due giorni a casa mi hanno permesso di riflettere sul fatto che la vita è sempre piena di doni, ma occorre predisporsi ad accoglierli. Per-donare innanzitutto a se stessi, darsi libero spazio di espressione, essere onesti con se stessi, far ciò che ci piace pur nel compromesso con tutto il resto, lasciare spazio ai sogni e impegnarsi nel realizzarli. Per-donarsi accoglienza, accettazione, l’uscita dalle aspettative altrui. Gli altri ne saranno feriti? Forse in un primo momento, ma quando capiranno ciò che gli state donando, ovvero la vostra parte più autentica, rispetto e presenza, ve ne saranno grati. E a chi non sa apprezzare … beh, non stava apprezzando veramente nemmeno tutto il resto! La verità è che si può essere “più buoni” solo con noi stessi, smettendo di imporci finzione con gli altri, tornando ad esprimere ciò che pensiamo veramente, senza sovraccaricarci, senza criticarci, senza obbligarci a fare ciò che gli altri ritengono “il buono” o “il giusto”. Perché questo è amore. Sono sincero con te, non ti mostro la faccia che vuoi vedere, ma quella che ho veramente. Perché se ti amo ti rispetto e se anche non ti amo, il rispetto è alla base di qualsiasi scambio relazionale efficace.

Ancora oggi la notte del 24 dicembre aspetto Babbo Natale e mi auguro che passi nel comignolo del cuore di tutte le persone che sanno sperare ed aprirsi alle azioni ispirate da quella speranza. E’ un’energia buona che porta i doni della vita. Il mio augurio è che possano trovare lo spazio creato da tutti quelli che hanno scelto di per-donarsi e vivere in armonia con se stessi.

I miei compagni di questi giorni me lo ricordano continuamente: se sono in pace io, sono in pace loro. Il mio augurio per il Natale è anche questo: che possiate trovare un equilibrio il più vicino possibile alla sensazione di pace.

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