Li incontro per la prima volta in un’occasione un po’ “scomoda”: l’elaborazione di un lutto. 

Capelli rossi e viso sbarazzino lei, occhi da bambino in un volto d’uomo lui… non è una poesia, sono Serenella e Stefano e ci incontriamo perché poche settimane prima, come un fulmine a ciel sereno, Koi se n’è andato. Koi è il loro cane compagno di vita, un gigante buono, giovane, “sempre calmo, sempre disponibile” come me lo raccontano loro. “Qualsiasi cosa, Koi c’era sempre, te lo trovavi accanto, presenza silenziosa ma costante”. “Era molto abitudinario” mi racconta Serenella e quando “una mattina non l’abbiamo visto rientrare dopo il suo giretto intorno casa, ci siamo preoccupati”.

“Siamo usciti a cercarlo” prosegue Stefano, “lo chiamavamo sempre più agitati perché avevamo capito che qualcosa doveva esser successo; io avevo paura … di trovare ciò che purtroppo ho trovato”. Koi è disteso a terra, senza vita. Delle voragini si aprono: dei perché, non si capisce cosa sia successo, del vuoto affettivo, terribile, che esplode nei loro cuori, della paura di aver in qualche modo contributo a ciò che è successo. Troppo, dolore, dubbi, domande. Quindi ci incontriamo e passiamo una mattina insieme. Come sempre accade, mille cose emergono: il vissuto recente, il vissuto lontano, vecchie memorie, antiche paure, nuove consapevolezze. Koi, con la sua scomparsa, ha destabilizzato anche Miccia, l’altra cagna componente della famiglia. “Siamo preoccupati anche per lei, ci sembra cambiata”. Un’anima che se ne va, tre anime che perdono equilibrio. La bellezza tremenda della parola “famiglia”.

Nel film “collateral beauty” si afferma una grande verità: amore, tempo, morte, sono le tre grandi astrazioni che guidano la vita di ogni essere senziente (quindi di tutti). Amiamo e non possiamo non amare, cerchiamo di investire al meglio il tempo che ci è dato, abbiamo paura della morte, soprattutto di quella dei propri cari perché il dolore del vuoto è incolmabile.

Da questo primo incontro, stimolo per varie consapevolezze e riflessioni, scaturiscono vari eventi: Stefano inizia a soffrire di coliche renali, Serenella affronta meglio alcune situazioni che in passato l’hanno turbata, la famiglia si prepara ad accogliere un nuovo membro. Cico è un cucciolo, senza famiglia, la cui foto colpisce Serenella sul web. E’ una sensazione, in un attimo: non c’è una volontà di cercare un nuovo compagno per Miccia, ma quell’immagine entra nel cuore di Serenella. 

Ci incontriamo qualche settimana dopo con un nuovo quartetto, Cico si rivela un cucciolo molto intelligente, Miccia si mostra disponibile nell’accettarlo. Ma Cico non è Koi e Miccia inizia a mostrare lati della personalità che turbano la componente umana della famiglia. “Koi si faceva fare di tutto da lei, non la rimproverava mai” dice Stefano. Cico la segue come un cucciolo fa con un adulto, la cerca, la osserva, vuol condividere spazi e giochi. E Miccia non sempre è disponibile, a volte rimprovera Cico con troppa intensità. Anche lei sta affrontando una situazione nuova, finora aveva convissuto con un adulto molto stabile, adesso si ritrova con un cucciolo curioso.

Ecco quindi che si riparte con un nuovo percorso: conoscere gli altri per conoscere se stessi

Serenella e Stefano in passato hanno vissuto situazioni problematiche con altri cani compagni di vita e le preoccupazioni non mancano. Nuovi interrogativi, nuovi dubbi, nuove esperienze da affrontare, osservare, vivere, paure da superare, aspettative da ricalibrare, per tutti e quattro: il loro mondo è cambiato velocemente e tutti fanno del loro meglio per adattarsi. 

Utilizziamo anche i fiori di Bach come sostegno, facciamo attività di gruppo, impariamo a calibrare spazi e tempi, a comprendere il fine linguaggio che lega umano e cane, a volte tanto chiaro e a volte così misterioso. Prima di natale passano alcune giornate uggiose, poi finalmente sembra prospettarsi il miglioramento. L’anno sembra essere iniziato con una rinnovata stabilità e adesso aspettiamo la primavera per vivere nuove esperienze, per godere nuove passeggiate al sole, per scoprire l’adulto che Cico diventerà e come evolverà la famiglia.

Una storia di vita, dal dolore della perdita al coraggio della rinascita. Coraggio di non lasciarsi andare al dolore ma di lasciarlo esistere e di trovare in esso l’energia per vivere ancora, per ringraziare Koi della “spinta” che ha dato nel portare attenzione a nuove consapevolezze. Coraggio di accogliere nuovamente un compagno di vita, pur tra mille dubbi e interrogativi, scelta di aprirsi anziché di chiudere.

In uno dei suoi libri Fabio Volo ha scritto

La vita non è ciò che ci accade, ma ciò che facciamo con ciò che ci accade.”

La Rowling in un passaggio importante dei libri di Harry Potter afferma

“non le nostre abilità, ma le nostre scelte dicono chi siamo”.

Tutte le esperienze della vita possono diventare storie, costruendo la storia più grande, quella della nostra esistenza. Ci sono passi più belli e passi che non vorremmo leggere, tantomeno vivere. Ma tutto esiste, la vita fluisce ed è fluendo con essa che si può affermare di esserci, senza bloccarla, senza fuggire dagli aspetti meno piacevoli che inevitabilmente esistono. Perché il dolore ha in sé la gioia di nuovi orizzonti, i cambiamenti inaspettati contengono il seme di nuovi scenari. La mancanza? Il vuoto? Restano, a ricordarci di ammirare la pienezza e la bellezza dell’adesso.

Sono grata di aver incontrato Serenella, Stefano, i loro compagni di vita e di avere l’onore di condividere un pezzo della loro storia. Veglia su di loro Koi e sostienili di essere ciò che sono: non supereroi o personaggi illuminati ma individui coraggiosi che si permettono di scegliere la gioia di vivere pur nelle difficoltà che si presentano.

Oggi, adesso, insieme.

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