Quante volte nella vita ci troviamo di fronte a situazioni, esperienze, che si ripetono?

Quante volte proviamo emozioni sgradevoli,

le stesse da cui in realtà vorremmo solo allontanarci?

Ebbene, si tratta di momenti che tutti viviamo. Gli animali che vivono con noi, che fanno parte della realtà quotidiana, sono in grado di percepire queste situazioni e non solo! Ad esse rispondono in modo particolare.

Maschere inconsapevoli

Questa bellissima immagine, di cui ringrazio NoChance (che vi invito a seguire a questa Pagina), rappresenta molto bene ciò che avviene. In molte situazioni utilizziamo delle maschere, non per falsità o cattiva volontà, ma perché si attivano in noi dei comportamenti automatici di cui neanche ci accorgiamo.

Così, il nostro cane, gatto o cavallo (solo per citarne alcuni) si accorgono del cambiamento e adeguano le loro reazioni. D’altronde, noi facciamo lo stesso: nel momento in cui percepiamo negli altri dei cambiamenti, ci predisponiamo a compensarli o a rispondervi.

Ma cosa sono questi comportamenti automatici?

Si tratta di identificazioni, ovvero di comportamenti che non sono propriamente costruiti da noi ma si basano sulla ripetizione di comportamenti assimilati da altri. Sono simili a dei condizionamenti, con la variante di possedere anche un forte impatto emotivo legato all’esperienza assimilata. Ovviamente tutto ciò avviene al di fuori della nostra sfera cosciente, non ce ne rendiamo conto, a meno che non ci portiamo attenzione.

 

Vi invito, per comprendere quello di cui stiamo parlando, a vedere questo video dal minuto 52 al minuto 55. Ovviamente è un video bellissimo e interessantissimo della fantastica Erica Poli, ma per il momento osservate ciò che accade in questi tre minuti.

Il campo magnetico del corpo si “sdoppia” esattamente come se mettessimo una maschera. Incredibile, vero?

Il corpo cambia

Nel momento in cui utilizziamo un comportamento che deriva da una identificazione è come se stessimo recitanto un copione, come se mettessimo una maschera.

Il nostro corpo cambia postura, cambia la tensione muscolare, il ritmo del nostro respiro accellera o diminuisce, la chimica interna cambia, e gli animali se ne rendono conto benissimo.

Avviene più spesso in situazioni che sono legate a vissuti di disagio o trauma ma può anche essere legato a vissuti di benessere. Può avvenire per pochi secondi oppure durante intere esperienze.

 

Come accorgersene?

Attraverso un processo semplice, ma che richiede pratica e tempo: attraverso l’ascolto del proprio corpo e delle proprie emozioni.

Poiché non si tratta di comprendere, a livello mentale, il perché o il come ciò avvenga, ma di sentire quale emozione è rimasta bloccata, ed è lì che continua a ripetersi.

Identificarsi significa che in alcuni momenti e situazioni entriamo in una reazione di difesa o di richiesta, c’è qualcosa dentro di noi che proteggiamo oppure che desideriamo, e da quel momento le nostre azioni non saranno orientate a rispondere a ciò che avviene intorno a noi ma a rispondere a questo processo interiore. E’ come disconnettersi dalla realtà ed è una dinamica di controllo che influisce moltissimo sulla relazione.

Il punto è che quelle reazioni non sono legate a qualcosa che vogliamo noi ma a qualcosa che altri hanno voluto per noi.

E perché influisce sulla relazione?

Perché le emozioni sono legate a bisogni ed aspettative non incontrate. Attenzione, non è il soddisfare bisogni e aspettative il punto importante! Fondamentale è incontrare le emozioni ovvero permettere loro di esistere, senza giudicarle, reprimerle o volerle controllare.

Se in un momento della nostra vita abbiamo accolto le aspettative di altri mettendo da parte quello che volevamo, non è detto che dobbiamo ripetere lo stesso processo per tutta la vita. Ma la nostra mente funziona così e ci troviamo a ripetere ciò che abbiamo già fatto e vissuto.

Abbiamo tuttavia la possibilità di evitare di pensare che gli altri siano stati la causa di questi processi: è semplicemente una situazione relazionale, qualcosa che avviene all’interno di uno scambio. Possiamo in ogni momento metterci attenzione, senza giudicare noi stessi e gli altri, e cambiare le azioni conseguenti.

Si tratta appunto di permettere: ciò che è passato, è passato. Pensiamo al presente.

Poiché è comune nelle relazioni, soprattutto nella nostra cultura, ritrovarsi a dover rispondere alle aspettative di altri, pena la percezione di non essere amati o accettati. Ma possiamo andare oltre.

Come resta tutto questo dentro di noi?

Nella voce mentale, nel dialogo interiore, che ci ricorda in ogni momento, cosa dobbiamo fare e come dobbiamo “essere per”. E’ da qui che partono le identificazioni.

Le esperienze che più ci hanno fatto soffrire o che più ci hanno fatto gioire restano come traccia indelebile e la voce con cui ci parliamo cercherà continuamente di metterci in guardia per farcele evitare o di cogliere elementi per farcele ripetere.

 

Quindi come se ne esce?

Attraverso l’ascolto e attraverso il permettere.

Ascolto significa portare attenzione al nostro corpo, al nostro respiro, alle sensazioni che si attivano in noi, senza giudicarle, senza voler dare un “perché”.

Permettere significa che le sensazioni possono piacerci oppure no, va benissimo, ma lasciamo che stiano con noi senza adeguare le nostre azioni a quella sensazione, ma a ciò che mi fa stare bene in quel momento, nel presente.

Si tratta di scegliere rispondendo a due domande: cosa mi fa stare bene? cosa è gratificante per me? Le prime volte che ci poniamo queste domande spesso non troviamo risposte.

Ma non scoraggiatevi!

Si tratta di allenamento: va cambiata la modalità in cui il nostro cervello funziona e il tono in cui la nostra voce interiore ci parla. Fate pratica, ascoltate la voce interiore e impeditele di criticare e giudicare. Se ci sono delle autoosservazioni da fare, facciamole in positivo.

Un esempio? La voce che dice “sei grasso, guarda quanto mangi!” può dire la stessa cosa con “il tuo corpo può liberarsi di ciò che è eccessivo, se diminuisci la quantità di cibo” e se vogliamo andare oltre può diventare “mangia ciò che vuoi e ascolta come ti senti mentre lo fai”.

La cartina tornasole: la relazione con i nostri animali

Smettere di proteggersi da emozioni sgradevoli o di cercare a tutti i costi di ricreare gratificazione, significa smettere di identificarsi. Smettere di identificarsi porta con sé una maggior tolleranza verso noi stessi.

E qui gli animali sono lo specchio fedele dei nostri processi interiori. Cambiare il nostro dialogo interiore, cambiare la tensione emotiva e fisica che portiamo, cambia completamente la comunicazione con loro migliorando la relazione.

Per questo è veramente importante, per vivere e amare davvero i nostri animali compagni di vita, permettersi di conoscere come funzioniamo, chi siamo. D’altronde nessuno ci insegna a dare un nome alle nostre emozioni o come funziona la complessa mente umana.

Beh, con gli animali come guide ne abbiamo la possibilità.

Di nuovo grazie per l’immagine a NoChance.

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