Un racconto di Cristina, mediatrice della Relazione Specchio®

L’amicizia, la crescita, lo specchio possibile tra lei e la sua capretta Caterina, oggi sul Ponte dell’Arcobaleno

Anche oggi piove ed è un giorno come quello in cui ti ho incontrata, il 19 Ottobre 2013. Ricordo la prima volta che ti ho vista, piccola e impaurita, non venivi da una bella situazione e io come te provavo le stesse emozioni, da poco arrivata in un nuovo, sconosciuto, mondo: “la campagna”. Stavo ancora cercando di farmi piacere gli insetti e il fango di quell’inizio inverno e relazionarmi con te all’inizio non è stato semplice. Io non sapevo come avvicinarmi a te e tu non facevi che belare preoccupata, ignara di dov’eri e cosa ti sarebbe successo. I giorni passavano e io ho imparato a occuparmi di te, proprio io che … cavolo una capretta, chi ne aveva mai vista una? 

Conoscersi pian piano …

Ricordo che mi colpirono soprattutto i tuoi occhi rettangolari, eri bianca, candida, abbastanza alta e senza corna. All’inizio dovevi chiamarti Bianca ma proprio guardando quegli occhi pensai che nome più bello per te non poteva essere che Caterina. Iniziai a passare del tempo con te cercando un modo per avvicinarti e tu facevi lo stesso con me, mi studiavi per capire come relazionarti. Ad un certo punto qualcosa è successo, cominciasti a seguirmi e a corrermi incontro quando mi vedevi. In mia assenza stavi insieme ai cavalli ma quando ti chiamavo mi venivi incontro e pian piano ci siamo innamorate l’una dell’altra.

Anime affini

Non so cosa ci fosse in te che mi rispecchiava tanto, forse vedevo in te il mio stesso  smarrimento, la mia stessa timidezza unita alla tanta voglia di stare insieme. Nemmeno a te piaceva la solitudine, esattamente come non piace a me, ed entrambe eravamo in un posto nuovo, dovevamo adattarci e ricominciare in qualche modo in un nuovo ambiente. Forse anche per tutto questo col tempo siamo diventate inseparabili, a volte mi sedevo accanto a te e ti parlavo, raccontandoti le mie giornate; tu mi ascoltavi mangiando un filo d’erba, sdraiata al sole, chissà cosa pensavi. Oggi credo proprio che l’aver imparato ad amare la campagna, che tanta fatica mi faceva all’inizio, sia tutto merito tuo.

Giochi condivisi

Ciò che amavo di più fare con te era giocare  a “la capretta” : tu ti alzavi sulle zampe anteriori per colpirmi con la testa e io accoglievo quella testa tra le mani e ti spingevo più in là. Un gioco tutto nostro a metà tra la capra e l’umano, tra corna e mani, tra zampe e braccia. In quei momenti mi divertivo, tutto diventava più bello e meno difficile, ambientarsi non era semplice per me come non lo era per te ma avevamo trovato un modo tutto nostro per crescere insieme. Da te ho imparato come ci si approccia ad animali diversi da cani e gatti, come sia possibile vedersi negli occhi di un essere così diverso ma in cui allo stesso tempo ritrovare delle proprie emozioni e caratteristiche. Nel tempo ho superato ostacoli e affrontato situazioni che mi sembravano insormontabili e tu eri la mia migliore amica, la mia compagna di giochi, la mia terapia nei momenti di tristezza, quando sentivo la mancanza della mia famiglia lontana chilometri, c’eri tu con me.

Ti ho sempre vista come una persona perché avevi una personalità ben evidente, nelle tue giornate a volte venivi a spasso con me e Nina oppure andavi a fare brevi passeggiate con i cavalli e quando tornavi eri stanca ma ti vedevo anche felice.

Nel 2015 ho dovuto staccarmi da te a causa di un periodo buio, non sapevo se ti avrei più rivista e ho passato un lungo anno lontana da te. Quasi al termine di questo brutto periodo, proprio quando stavo per tornare a casa, un infarto ti ha portata via per sempre. Con te se ne è andato un pezzo di me e non mi sono mai perdonata di non averti potuta salutare, di averti lasciata per un anno senza dirti nulla.

Chi si ama prima o poi si ricongiunge

Sono passati 4 anni e il dolore ancora è vivo, è davvero difficile parlare di te ed è la prima volta che decido di scrivere apertamente qualcosa su di te. Ci tengo a parlare del legame così  forte che si può creare con un essere vivente, di quanto scambio di emozioni e di quante cose tu mi abbia insegnato; mi hai dato sicurezza e indicato una strada che sto percorrendo ancora.

Cani, gatti, capre, asini o cavalli, non importa di che specie siano, ci lasciano sempre qualcosa che col tempo ci fa crescere e ci fa capire che essi sono e saranno sempre parte di noi. Io so che eri, e sei, sempre con me in ogni cosa, soprattutto nelle novità da affrontare: quando sento quella sensazione di smarrimento ripenso ai tuoi occhietti e riacquisto la sicurezza. Grazie amica, tua Cristina

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