Questa è una storia, una storia vera. E lo so perché io c’ero, ci sono stata, l’ho vista e l’ho vissuta. A raccontarvela è una delle protagoniste dirette. Ve la raccontano le parole di Barbara, compagna di vita di Asso, persona in cammino verso la realizzazione del mondo come lo vedono i suoi occhi, Mediatrice della Relazione Specchio®.

Asso,  il  mio  migliore  amico

Il nostro primo incontro è avvenuto a Gennaio 2017, tu così piccolo, un buffo cucciolo di Beagle tricolore.

Ti presi in braccio e guardai i tuoi occhioni e sicuramente quello e’ stato il momento in cui le nostre anime si sono riconosciute!

La tua vita non l’avresti dovuta trascorrere con me, eri stato scelto come cane da caccia, il piano a quel tempo è che avresti vissuto un paio di mesi a casa e poi saresti stato trasferito a vivere insieme ad altri cani del mio compagno. Anche perché a casa abitavano già altri 4 cani, i miei ragazzi ,la mia famiglia.

Inverno

Il trascorrere dei mesi invernali fece sì che il mio tempo fosse prevalentemente diviso fra lavoro e casa e tu eri lì, quello  sguardo intelligente e furbo, l’aria sorniona di chi non ha voglia di fare niente, testardo all’inverosimile. Non riuscivo a sopportarti, cercavo in tutti i modi di scaricare al mio compagno, tuo ufficiale  proprietario, tutto ciò che era inerente ai tuoi bisogni.

E passarono  i mesi  e tu eri sempre più bello, più intrigante, ed io sempre più convinta di prendere le distanze da te! Mi cercavi ed io ti allontanavo, non so perché, era come se avessi paura di ciò che eri, di ciò che volevi mostrarmi!

Dovevi restare solo un paio di mesi a casa, ma quando arrivò il momento di mandarti via, non riuscii a farlo, eri ancora troppo piccolo per entrare in un box … ma erano solo scuse, adesso me ne rendo conto.

Come capirci?

In quei mesi tu mi stavi rivoluzionando la vita, ciò che facevi ogni giorno sembrava mirato a farmi portare attenzione su cose che fino a quel momento non avevo notato. Non ti capivo ma iniziavo a comprendere che volevi comunicarmi qualcosa. Solo che io non parlavo la tua lingua e tu non parlavi la mia … come capirci?

I tuoi sguardi, i silenzi, i tuoi modi di importi, a me non dicevano niente e la sola cosa che notavo era quel tuo modo pesante di attirare la mia attenzione. Facevi i bisogni in casa e ogni volta che io uscivo tu,  immancabilmente, sistemavi il pavimento! Per dirne solo una …

Mi decisi a fare qualcosa, come trascorrere un pò di tempo da sola con te, e mi sembrò una buona idea. Ci iscrissi ad un corso di maintrailing. “Il  Beagle è un cane da caccia” pensai,  “quindi l’uso dell’olfatto terrà il cervello impegnato, e magari ti stancherai anche fisicamente!”

Sulle tracce di …

Ti piaceva annusare e cercare ti divertiva, non eri eccessivamente confidente con gli umani, ma il maintrailing ti stava aiutanto in questo! Sembrava avessimo trovato la tua strada, evviva!

Ad un anno dal tuo arrivo mi ritrovavo ad aprirmi ad un mondo sconosciuto, anche se già vivevo con altri cani: quello della connessione tra linguaggio e corpo, tra emozione e comunicazione.

Era stato un anno ricco, di scoperte, di consapevolezze, un anno che ha allontanato da me alcune persone e ne ha avvicinate altre, tra cui Sara, con la quale ho condiviso momenti importanti!

Ho deciso di fare scelte totalmente diverse da quelle fatte fino ad allora: una di queste è stata voler partecipare al corso per diventare mediatore della relazione specchio. E quel corso lo avrei fatto proprio con te! Adesso che iniziavo a capirti, e ad apprezzarti, cosa avrebbe potuto fermarci?

Fulmini a ciel sereno 

A febbraio 2018 la tua prima crisi convulsiva. Un fulmine a ciel sereno, che mi ha turbata ma da cui non mi sono fatta spaventare. A tutto c’e rimedio … e questa è la più grande lezione che tu amico mio mi hai insegnato: mai arrendersi!!

Presi contatto con specialisti diversi, iniziammo giri di visite e analisi di tutti i generi, tentativi di cure, finchè arrivò il verdetto: epilessia idiopatica.

“L’epilessia si controlla bene” mi dissi “i cani riescono a vivere una vita serena e normale per tanti anni” ma intanto non riuscivo a smettere di preoccuparmi.

Le crisi convulsive iniziarono ad aumentare e a presentarsi abbastanza spesso. Abbiamo cambiato cura varie volte, senza grandi risultati.  

Decisi di farti fare una risonanza magnetica, poteva essere utile per capire qualcosa di più!

Eravamo arrivati ad agosto, le ferie incombevano e la risonanza fu rimandata a settembre …che cosa poteva accadere?

Cosa può accadere?

 

Dall’inizio delle crisi il mio rapporto con te era cambiato, così trascorrevamo la maggior parte del mio tempo libero insieme e anche le notti passavano con un’attenzione particolare per te. Mi svegliavo spesso, controllavo se andasse tutto bene. Mi rendevo conto di  star tralasciando i bisogni degli altri miei cani, ma la loro salute era una certezza mentre la tua, amico mio, non lo era!!

Avevi bisogno di me… o forse ero io ad aver bisogno di te ?

 

Ogni giorno con te era una scoperta, avevo imparato a capire i tuoi sguardi, conoscevo le tue espressioni, potevo sentire la tua energia. I tuoi pensieri erano i miei; vivevamo quasi in simbiosi come due anime che si erano finalmente riconosciute e riabbracciate!

In tutto questo ho maturato la decisione di portare avanti un progetto importante: realizzare un sogno, la creazione di un luogo dove gli animali potessero riposare in pace per sempre!

Le  cose da fare erano tante e poco il  tempo a disposizione, ma tu eri comunque sempre al  centro dei miei pensieri e delle mie attenzioni.

A volte, durante le crisi, capitava di doverti portare velocemente in clinica dove venivi sedato per “resettare ” il cervello troppo provato dalle scariche elettriche date dalle convulsioni. Restavi lì qualche ora in osservazione, poi venivo a riprenderti e tornavamo a casa insieme.

I sogni son desideri …

Il 28 Agosto la giornata non iniziò nel migliore dei modi. E’ una data che ricordo bene, perchè era il giorno che precedeva  un appuntamento importante col Comune di Volterra.  Appena svegli arrivò una delle tua crisi seguita a breve da altre due. Chiamai Sara perché dovevamo vederci e le chiesi se poteva accompagnarmi in clinica per farti visitare dal veterinario. Prima, però, decidemmo di provare a farti  rilassare, con altri cani, in  giro per la  campagna. Poco dopo la mia amica arrivò  con Paglia e io presi anche Jedy insieme a te!

Quando Paglia scese dalla macchina, prima di andare dai cani venne da me, mi guardò negli occhi e a modo suo mi disse qualcosa … questo particolare non lo dimenticherò mai, mi è rimasto impresso!

Durante la passeggiata rilassante, ti presero altre due crisi leggere e poi più niente, addirittura ad un certo punto scappasti per correre dietro alla sirena di un autoambulanza … sempre il solito, eri capace di inventartene una ogni giorno! Non lo aveva mai fatto, ma c’e sempre una prima volta per ogni cosa.

Nel pomeriggio, a casa, le crisi si ripresentarono. Io ero a lavoro, e il mio compagno decise di portarti in clinica nel tardo pomeriggio per farti sedare; passaste a salutarmi, io uscii da lavoro e ti dissi la stessa cosa di sempre “ci vediamo domani ragazzo, dormi sereno”.

Appuntamento col destino

La mattina successiva,  prima di uscire per l’appuntamento, chiamai la Clinica veterinaria, ma non ebbi risposta. Arrivò Sara, glielo raccontai e ricordo che ci dicemmo “se non hanno chiamato, vuol dire che va tutto bene”; e ci recammo insieme a quell’incontro decisivo per il mio progetto, incontro da cui in effetti molte cose sono iniziate. Quell’appuntamento era stato fissato mesi prima e se fosse saltato oggi non so dire, per una serie di coincidenze, cosa sarebbe stato del mio progetto.

L’incontro durò circa due ore, poi feci ritorno a casa e provai a richiamare in Clinica per avere notizie: per la seconda volta nessuno rispose.  

Pochi minuti dopo, mentre, dubbiosa, stavo guardando il cellulare, arrivò una  chiamata. Era una delle veterinarie della Clinica, risposi e senza lasciarla parlare chiesi di te.

La voce, dall’altro capo del telefono, disse parole che non avrei mai voluto ascoltare “Asso non ce l’ha fatta, il suo cuore non ha retto! i colleghi provano a chiamarti da ieri sera, ma il tuo telefono non funziona! Nessuno ha voluto toccare il  suo corpo e lui è ancora lì!”

Il mondo che si ferma, forse anche una parte del mio cuore. Il vuoto, non ricordo molto di quei momenti.

Sara mi accompagnò a riprenderti. Saremmo tornati a casa insieme, per l’ultima volta! In ginocchio di fronte a te, ti guardavo, sembrava mi stessi aspettando, eri sereno!

Nel tragitto di ritorno Sara ed io ci siamo poste dei quesiti:

a) perché il mio telefono non aveva funzionato?

b) perchè il veterinario non era riuscito a mettersi in contatto con me?

c) perché quando ho chiamato la Clinica, per ben due volte, il telefono aveva suonato a vuoto?

La risposta che ci siamo date è che Asso sapeva l’importanza di quell’incontro per me e non ha voluto sapessi ciò che era successo prima del momento opportuno!

Per un attimo mi ritornò alla mente Paglia e lo sguardo che mi aveva rivolto il giorno prima. Possibile che lei già sapesse cosa sarebbe successo?

Che ci crediate oppure no …

Credere o non credere a questa storia è a discrezione di chi legge, io l’ho raccontata esattamente come l’ho vissuta, tra sensazioni, intuizioni ed emozioni. Adesso che lui non è più in questa vita terrena non posso far altro che ricordare quel Beagle tricolore dallo sguardo furbo e intelligente, quel testardo che mi ha insegnato ad amare senza condizioni e a prendermi cura mettendo al centro l’altro, non me stessa.

Asso mi ha insegnato a capire il linguaggio del cuore e il rumore del silenzio, mi ha fatto “vedere” che noi esseri viventi siamo tutti fatti di energia, siamo tutti uguali,  mi ha dato la forza di combattere per ciò che voglio, mi ha insegnato a credere in me stessa, esattamente come faceva lui!

Mi ha aperto la porta di un mondo tutto da scoprire ed io non lo deluderò.

Grazie ASSO, amico mio, ti porterò nel cuore, adesso e finché non ci rincontreremo.

“Nei tuoi occhi c’è il cielo più grande che io abbia visto mai” 
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