Inganno

La distinzione tra uomo e animali è il più grande inganno che ci ha portato ad essere mentalmente e fisicamente disconnessi e manipolati, da noi stessi e dagli altri. Creare una disconnessione di credenze riguardo gli animali è stato creare una coscienza di separazione, una disconnessione di coscienza, dagli esseri viventi con cui viviamo costantemente, e da millenni, che non può non avere effetti negativi sugli individui, tutti.

Coscienza di separazione

Essere e credersi separati, diversi, non collegati, ad altre vite, creando la conseguenza di manipolarne la vita e l’esistenza a piacimento crea la manipolazione della nostra stessa esistenza ai fini di produttività, basata sul demerito. Crea la programmazione psicofisica che si esiste e si può esistere solo se si è utili e questa è una disconnessione profonda dalla vita da cui generano un sacco di disequilibri psicofisici.

Altri esseri viventi condividono la vita e le risorse presenti su questo pianeta, condividono molecole materiali che scambiamo inevitabilmente anche se crediamo di no, ed essere all’esterno dell’avere coscienza di questo significa creare in noi una separazione, dalla vita principalmente, dalle condizioni che la favoriscano nel suo pieno benessere, nel suo fluire.

L’energia è neutra, o fluisce o si blocca

L’energia è neutra, o fluisce o si blocca, e stando in una coscienza di separazione la blocchiamo; questo blocco collasserà, ovvero prenderà forma materiale, secondo le informazioni date, accumulate, dal vissuto di ogni individuo. Ogni sintomo, ogni malattia, racconta la materializzazione della separazione dalla vita. Per riparare occorrono due fasi fondamentali, da far esistere contemporaneamente:

  1. integrare il proprio vissuto, accogliendolo e liberandolo dal trattenerlo
  2. rientrare in coscienza collettiva vedendosi parte di un tutt’uno, in se stessi e con tutte le forme di vita

E’ ora di andare oltre

La separazione “uomo-animale” chiude delle strutture cognitive ed empatiche nel cervello e nel corpo umano favorendo invece lo sviluppo di strutture legate al controllo e alla manipolazione, sia subita che attuata, nei confronti sia di se stessi che degli altri. E questa è la base di moltissimi disequilibri psicofisici, dalle depressioni psichiche e del sistema immunitario fino ai conflitti relazionali e ai tumori.

Una separazione che non poteva più esistere perché era minacciato l’equilibrio possibile per la Vita.

L’attuale pandemia è il collasso della coscienza collettiva in separazione.

Allinearsi alle nuove frequenze

Adesso, se vogliamo vivere occorre farlo integrati alle frequenze universali occorre riconnetterci alla coscienza collettiva integrata abbattendo la separazione “uomo-animale”.

Capire che nella coscienza collettiva ci sono tutti gli esseri viventi significa anche riconsiderare il nostro modo di alimentare il corpo materiale.

Ciò significa non tanto non mangiare altre vite (la maggior parte delle forme materiali su questo pianeta sono viventi) ma prendere consapevolezza di come lo facciamo e di cosa significa alimentarsi agendo di conseguenza, qualunque stile alimentare vogliamo adottare. Significa uscire dalle convinzioni per cui mangiare possa essere un processo veloce e che richiede poca cura. Nutrirsi richiede molta cura, amore e tempo, nell’includere alimenti diversi, nel conoscere e bilanciare ciò che il corpo chiede e di cui ha bisogno, liberandoci dall’utilizzo di prodotti che sono ricchi di memorie di sofferenza e additivi chimici. Significa riconsiderare i momenti di nutrizione non tanto e non solo come modo per calmare la fame e le nevrosi ad essa connesse, ma come cura profonda e attenta di noi stessi e di altri individui, con attenzione e cura a ciò che diventerà cibo per noi, considerandone ogni aspetto. Significa conoscere le necessità uniche di ogni individuo e prendere consapevolezza che il corpo, per sopravvivere, ha bisogno di energia, che arriva da molte altre fonti rispetto a quella materiale dell’alimentarsi.

Prendersi cura

Le molecole del cibo che ingeriamo diventano le molecole che compongono il nostro corpo (e già questo può darci molti spunti di riflessione, scomode ma utili), e varie discipline, dalle neuroscienze all’epigenetica, dalla bioenergetica alle filosofie orientali, portano all’attenzione che le molecole del nostro corpo ricevono energia dai pensieri e dagli stati della mente, che le cellule emettono herzt in frequenza diversa secondo le emozioni che viviamo, che lo scambio relazionale può potenziare o depotenziare le nostre capacità fisiche. E questo lo abbiamo esperito tutti almeno una volta nella vita: siamo stati con persone che ci hanno lasciato “scarichi”, abbiamo fatto una passeggiata in bosco sentendoci “rigenerati”, abbiamo accarezzato il nostro cane e dimenticato di mangiare quel biscotto che avevamo in mente e comunque ci è passato il bisogno di farlo, abbiamo fatto cose che ci piacciono così tanto da dimenticarci di pranzare. Il corpo accumula o lascia andare non tanto in base alle calorie materiali ma a quanto calore sappiamo dare a noi stessi, a quanto ci permettiamo di darne e riceverne, attraverso il lasciarci vivere e il lasciarci amare.

La sfera fisica ha profonda attinenza alla sfera energetica, soprattutto e imprescindibilmente, da quella collettiva.

Andare oltre

Il tempo della coscienza di separazione volge al termine, è tempo di riconnettersi alla Vita libera da schemi e obiettivi, da credenze e convinzioni che avvantaggiano pochi a scapito di molti. E’ tempo di riprenderci il nostro posto, quello vero, in qualità di esseri senzienti abbandonando infine la condizione di schiavi di un sistema a cui siamo stati sottoposti e abbiamo sottoposto altri. Accogliere questa consapevolezza è ricongiungerci alla Libertà, di essere, di vivere, con ciò che ci è stato dato: un pianeta intero pieno di ricchezza e diversità.

 

Consigli di lettura per chi volesse approfondire: 

– “Cibo per la pace” di Will Tuttle

“La via della leggerezza” di Franco Berrino e Daniel Lumera

– “Il cibo dell’uomo” di Franco Berrino

“La biologia delle credenze” di Bruce Lipton

“Anatomia della guarigione” di Erica F. Poli

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