piacere di conoscerti!

Sara De Santi

“Come mi definisco? Non amo farlo ma se proprio serve mi racconto così:

sono una una ricercatrice di libertà da sovrastrutture”

BENTROVATA O BENTROVATO!

Il mio è un percorso articolato e multidisciplinare: sono un’infermiera con esperienza decennale in campo neuroriabilitativo, sono iscritta al 4° anno di psicologia, sono un counselor psicobiologico, un’educatrice cinofila a indirizzo comportamentale, un Genio Positivo® ovvero una professionista della scienza della felicità, sono master reiki, facilitatrice mindfulness, leader di yoga della risata, floriterapeuta e cristalloterapeuta per la coppia uomo-animale e sto ultimando la formazione come tecnico di ludicità.

Ciò che mi preme …

… è condividere che ciò che oggi trasmetto e insegno deriva da ciò che ho vissuto. Solo dopo ne ho approfondito i perché attraverso la conoscenza.

Sono stata l’elemento divergente nelle tradizioni culturali e familiari, prima come bambina timida e scorbutica, quella che “si impegna ma è discontinua”, poi come adolescente arrabbiata, infine da adulta non conforme agli schemi.

Sono stata la “pecora nera” negli ambienti lavorativi. Ho lavorato per 15 anni in ospedale, cercando flessibilità negli ambienti ridigi, cercando collaborazione tra colleghi competitivi, cercando di portare un lato umano dove si cercava l’indifferenza. Ho lasciato il “posto fisso” per l’ignoto.

Mi sono fatta venire la gastrite, la colite, numerosi mal di schiena e altri piccoli grandi sintomi, curandoli coi farmaci finchè il mio corpo non mi ha urlato contro;  e allora ho capito che dovevo ascoltarlo e mi si è aperto un mondo.

Amo da sempre gli animali, ma le prime esperienze da sola con i cani sono stati avventurosi: la mia prima compagna, una beagle di nome Prugna, scappava ovunque, gli altri due arrivati in famiglia, due pastori, Shenny e Twister, mordevano e aggredivano altre persone e cani. Un capolavoro!

La mia storia personale è strettamente intrecciata al mio percorso professionale.

Oggi ho un’unica certezza: faccio ciò che sono. E lo faccio per lavoro, per passione e perché ho capito che la maggior parte della sofferenza che ci accompagna e ci attanaglia deriva dal non sapere come siamo fatti, come funzioniamo, dal sentirci diversi e quindi, per associazione “sbagliati”.

Porto la mia esperienza per uscire da questo circolo vizioso e per farlo ho scelto l’economia del dono.

Economia del Dono

Ha scelto la sostenibilità come scambio, anche commerciale. Non me la sono inventata io, non è roba “da fricchettoni” e non si tratta di “fare un’offerta”. L’economia del Dono è un sistema di scambio in cui l’aspetto economico è solo una parte di ciò che viene scambiato e viene valutato secondo la sostenibilità delle parti coinvolte. Io devo mangiarci ma non è necessario accumulare risorse che servono ad altri. Nell’economia del Dono si valuta la totalità dello scambio, quindi anche l’impegno, la responsabilità e la fiducia reciproche. In molti si trovano in difficoltà a stabilire la cifra economica da corrispondere, e questo fa riflettere su quanto siamo poco abituati a essere partecipe dello scambio delle nostre risorse. L’economia del Dono vuole anche diminuire le differenze di possibilità: un valore economico è un muro, c’è chi può oltrepassarlo e chi no. Decidendo insieme quel muro viene meno.

Famiglia multispecie

Ha dedicato molto tempo a studiare, capire come siamo fatti, perché soffriamo, cercando di seguire sempre il mio istinto innato a non conformarmi, a creare un mio pensiero e una mia opinione, ad andare alla radice delle cose, oltre gli schemi. Ho cercato di approfondire in ogni aspetto le relazioni di aiuto e di come esserne parte in modo efficace, ovvero senza sostituirsi all’individuo ma entrando in autentica empatia. Dalla mia esperienza sono nati i due marchi, le attività e omonimi miei libri Sistema Quadrifoglio® e Relazione Specchio®.

E nel tempo si è allargata la mia famiglia multispecie. Oggi vivo in Toscana, dove sono nata e cresciuta, con il mio compagno, otto cani, cinque gatti, due pappagalli, due criceti, un asino, due caprette e un cavallo; ciascuno di loro (tranne l’umano) proviene da situazioni di maltrattamento, abbandono o sfruttamento. Collaboro attivamente col rifugio “Il Bosco di Archimede” di Capannoli (Pi), con cui ho creato il progetto “adozioni consapevoli” in cui persone e cani seguono un percorso di conoscenza e reciproca scelta prima di diventare una famiglia.

Ho frequentato per vari anni anche un maneggio di equitazione naturale, metodo Parelli, per imparare a conoscere il mondo dei cavalli. Adesso, proseguo l’esplorazione in avventure con Nello, l’asino e Brando, il cavallo.

Le attività che porto avanti sono affiancate dal gruppo dei Mediatori della Relazione Specchio®, persone che dopo aver seguito un corso di formazione con me restano come team in cui condividere esperienze e la continua crescita personale e professionale.

 

 Di fatto un soggetto quando dice “io” traccia un confine: qui ora ci sono io, là ci sei tu.

Tutto il gran parlare che si fa degli animali è soprattutto un modo più o meno indiretto, più o meno consapevole, per parlare di noi, dell’animale che parla. Non si parla propriamente degli animali, delle loro vite, ma di come pensiamo che siano la loro vita, le loro emozioni, la loro mente, in base a quel poco di cui siamo coscienti della nostra.”

Da “Filosofia dell’Animalità” di F. Cimatti

 

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