Per chi?

Per chi è la consulenza:

  • per te stesso: stabiliamo e raggiungiamo obiettivi che migliorano la tua qualità di vita
  • per la relazione con l’altro, umano: ci sono percorsi per coppie, per genitore-figlio, la consulenza è per chiunque desideri approfondire una relazione
  • per la relazione con l’altro, animale: ti aiuto a capire le caratteristiche di specie, razza e soggetto, analizziamo come le vostre personalità possano comunicare in modo efficace e pianifichiamo insieme la miglior convivenza che rispetti tutte le esigenze individuali
  • per proprietari che hanno già provato percorsi di educazione e crescita e vogliono scoprire di più su se stessi e i loro compagni animali; non solo per chi non è riuscito a risolvere problemi ma anche per chi vuol andare a fondo nel generare benessere per se stesso e i propri affetti
  • per professionisti dell’educazione e del comportamento, per imparare a sostenere nel miglior modo i loro utenti nel risolvere questioni difficili
  • per professionisti della salute che vogliono sostenere anche dal punto di vista biopsichico i loro utenti

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Cosa faccio a capire se la consulenza fa per me?

Ogni attività, singola o associata ad altre, è adatta:

– se hai un animale, a migliorare e definire la comprensione reciproca, utile per affrontare situazioni, convivere, creare le migliori condizioni di vita individuali e familiari, nel rispetto delle caratteristiche e dei bisogni di ogni soggetto

– se hai un animale, a comprenderne le caratteristiche, le difficoltà, non partendo da un punto di vista “analitico” ma attraverso l’osservazione e lo sviluppo di relazione efficace

– se hai un animale, a sviluppare comunicazione efficace basata sulla conoscenza di tutte le forme di linguaggio necessarie a comunicare tra specie diverse e alla conoscenza degli elementi che costituiscono tali forme di linguaggio

– ad affiancare un percorso di crescita che stai già seguendo, da solo o col tuo compagno animale, per approfondire alcuni aspetti legati alle caratteristiche individuali e ad eliminare blocchi che si sono presentati

– a chi, semplicemente, vuol conoscere il cane e i suoi perché, attraverso attività pratiche che non sono (solo) quelle dell’educazione cinofila

– a porsi questioni, dubbi, domande in modo efficace, ovvero a rapportarsi ad un problema in modo da stimolarne la risoluzione

– ad andare oltre la distinzione uomo-animale, non ci siamo “noi” e “loro”, viviamo tutti in questo presente e siamo in relazione. Possiamo sviluppare una visione basata su una comunicazione e dei comportamenti centrati sull’attenzione anziché continuare a seguire schemi, preconcetti o credenze

– a chi non ne può più di richieste o aspettative e vorrebbe solo vivere esperienze nuove, acquisire conoscenze, impostando autonomamente, e in base ai propri gusti, le attività da svolgere

– a chi ha voglia di scoprire il significato della parola “realtà”. Le neuroscienze ci hanno mostrato che ne esistono tante quante gli individui presenti su questo pianeta, poiché ogni individuo percepisce le informazioni del mondo esterno tramite i propri canali sensoriali e li analizza tramite le strutture neurofisiologiche; influiscono caratteristiche di personalità, ambiente e esperienze di vita incontrate. Moltissime variabili creano tantissime realtà, ogni soggetto ne ha la propria visione. Essendo esseri in continua relazione, con noi stessi, con ciò che ci circonda, con altri esseri viventi, è determinante conoscere ciò che è “realtà” per noi provando a capire cos’è “realtà” per altri

– a decostruire schemi e abitudini dolorose. Magari non ci accorgiamo a livello razionale di quali sono ma se ci sentiamo apatici, insofferenti, frustrati, se una frese ricorrente è “ho l’ansia”, se viviamo situazioni insoddisfacenti, a lavoro come nelle relazioni con gli altri, se ci siamo disconnessi dal corpo e la nostra salute non è in equilibrio, occorre capire cos’è che ci tiene bloccati in queste situazioni; i nostri stati emotivi ci dicono che qualcosa “non va” ma magari non sappiamo definire cosa. Ci sono tantissimi modi per scoprirlo

– a ritrovare, a ritrovarsi. In alcuni momenti della vita sentiamo di “aver perduto” qualcosa oppure di “esserci persi”. Ce lo diciamo anche ma poi … che fare? Spesso basta una sola indicazione per cambiare completamente la direzione, e ogni osservatore esterno possiede una panoramica più ampia e un punto di osservazione più oggettivo della situazione

– a sognare, attività associata ai bambini, ai folli e agli irresponsabili, mentre è il nostro stesso dna che ce lo chiede, è ciò di cui si nutre la nostra mente. Pensiamo solo al fatto che il cervello li crea, i sogni. Nutrire la mente di sogni equivale a nutrire il corpo in modo adeguato. Purtroppo se ne è persa la capacità, non in modo irreversibile per fortuna

– a pensare e agire in modo da stabilire e raggiungere obiettivi. Magari sappiamo cosa vogliamo e, a grandi linee, sappiamo dove andare, ma come ci arriviamo? Iniziamo, di solito, a stabilire cosa “non vogliamo” e andiamo per esclusione, con tutta la fatica che comporta questo procedimento. E in più … non porta risultati. Poiché la mente, che fa ciò che pensiamo, non comprende le negazioni, per cui ci farà incontrare anche tutto ciò che “non”. Nessuno ce lo ha insegnato, ma abbiamo tantissime possibilità di realizzare tutto ciò che desideriamo

– a non rimandare. “Lo farò domani”, “lo farò quando ho tempo”, “lo farò quando sono in ferie”, “lo farò quando vado in pensione” … chi non ha detto queste frasi almeno una volta (spero non una volta al giorno)? Il tempo è la vita. Il tempo è la possibilità che ci diamo di fare qualcosa. Rimandare ciò che sentiamo importante, significa mettere in disparte la vita. Corrisponde ad un morire, essenzialmente. Ci sono motivi alla base di questo agire ed è davvero, davvero, importante eliminarli. Ogni individuo ha il proprio viaggio interiore e trovarne la realizzazione nel tempo di questa vita permette di vivere in pieno equilibrio con essa. Non si tratta di migliorare i compromessi per sopravvivere, si tratta di integrarli in qualcosa di molto più ampio

– a stimolare curiosità, per chi è in cerca di nuovi stimoli di conoscenza

– a comprendere e superare i “vorrei ma non posso”. A darci possibilità, partendo dal capire cosa “vorrei” e “cosa “voglio”, passando dal significato della parola “potere” e arrivando a cosa “fare”. E’ un processo di consapevolezza fondamentale non per pianificare azioni (o almeno non solo) ma per conoscere le emozioni con cui viviamo il “permettere” che le cose accadano

– a “permettere” che ciò che esiste per noi in questa vita, ci arrivi, comprendendo, accogliendo e superando blocchi mentali ed emozionali

– a chi ha voglia di stare in compagnia, a chi ha voglia di stare all’aperto

– a chi ha voglia di entusiasmarsi perché l’entusiasmo è l’elemento caratterizzante delle mie attività, fulcro della mia passione per ciò che faccio

– ad accogliere. Accogliere chi siamo, senza giudicarlo, senza doversi “migliorare”, accogliere che siamo unici e perfetti, accogliere l’altro, accogliere ciò che accade. Accogliere per cambiare ciò che vogliamo cambiare e farlo in modo efficace, partendo dal riconoscere ciò che già c’è

– a creare armonia. Dentro di noi e intorno a noi, scoprendo e sentendo il vero significato della parola “armonia”

– se pronunci almeno una volta al giorno la parola “ansia”. Non si tratta di un’emozione ma di un segnale d’allarme del corpo, che ci dice che qualcosa non va per noi. Non in noi, per noi. Forse è arrivato il momento di cambiare rotta